Racconti

1/9/07

Immaginate di arrivare in una regione che si divide su tre livelli alto medio e basso.  Immaginate di passare continuamente da un clima freddo e secco ad un clima caldissimo e umido…quasi si faticava a respirare. Immaginate di attraversare una foresta dai rumori magici. Immaginate di innoltrarvi in senieri fitti fitti quasi bui, e poi ad un tratto sbucare su un fiume fantastico con una cascata da sogno. Abbiamo attraversato quasi tutto il Catatumbo: a tratti in carro tutti ammassati stile profughi di guerra, a tratti a piedi o in mula per ore sotto la tempesta. Abbiamo visto animali alberi e paesaggi fantastici. Abbiamo parlato con campesinos e indigeni, ascoltato storie assurde e raccolto denunce fortissime, siamo andati in faccia ai militari mettendoli in crisi a colpi di tecnologie (telecamere fotocamere mp3).

Appena arrivati ci siamo fatti trasportare dal paesaggio, dalle camminate nella foresta, dai viaggi in barca, dalla natura. Incredibile come in paesaggi così puri si nasconda un conflitto armato che dura da oltre 40 anni.  Narcotrafficanti Paramilitari  Esercito e Guerriglia si dividono e controllano le differenti zone. In mezzo la popolazione civile, massacrata da anni. Violenze e sopprusi che nessuno saprà mai, non c’è angolo dove qualcuno non abbia qualcosa da raccontare.

A paesaggi sconfinati e affascinanti si contrappone un conflitto armato violentissimo. I volti scavati e sofferenti ci hanno toccato il cuore, rabbia lacrime odio e amore si mescolavano nelle lunghe ore di permanenza sul campo. Voglia di azione, voglia di gridare di mettersi in gioco.

Voglia di fare sempre di più… ”adelante”.

30/7/07

1. Avrei voluto imprimere la luna di ieri sera, l’arcobaleno cosí bello, sospeso sulle nubi bianche di passaggio, avrei voluto, ma non era cosa. Certe volte gli occhi e Battiato vanno lasciati in pace, senza avere un obiettivo..

2. La felicità di aver passato la giornata di ieri a lavorare, a pestare mille volte la testa contro il muro, per arrivare a cavarne 30?35 minuti di sbobinatura audio, maledetti i campesinos con il loro parlare sinuoso e musicale, senza che interrompano mai il dettato per riprendere fiato, raccontano con la costanza dell’acqua, e con la stessa accidentalità passano da un argomento all’altro, impetuoso, a seconda dell’onda che in quel momento arriva alla bocca, dritta dagli occhi che hanno visto e dallo stomaco che si è contratto..più e più volte.

3. Com’è difficile, quanto è un esperimento avere a che fare con il suono, il suono delle persone poi, senza poter attivare l’abusato senso, il primo, il più usato, che peraltro, a differenza del suono, è sicuramente ingannatore..magie della fisica umana.

4. Genti? Ragazzi? Uomini? Donne? Volontari (de che poi?) fanno colazione, Bogotà stamattina regala un sole prezioso, niente pioggia nè ieri nè stamattina. Anzi, oggi primi pantaloncini corti dalla partenza, “Maracaibo” imperversa dall’oficina..”una zanna bianca, come la luna..”

5. Botero, museo, non solo lui e le sue opulente modelle, arte del 900 e arte contemporneissima, torniamo ai vecchi tempi, ci si confonde un po’ con gli universitari tra il bohemienne e lo chic, nulla di descrivibile, anche se ovviamente dedico al mio petauro del tabacco (la gatta della Brianza) il gatto di Botero, ci concediamo addirittura il pranzo extralusso al cafè del museo, ci spennano ma va bene così..

(nb. sono 3 giorni di fila che arrivo al momento del pasto quantomai vogliosa, affamata e in aria di vizio e sbaglio clamorosamente ad ordinare, svogliandomi, sfamandomi ben poco e sempre più tesa al vizio che non riesco a soddisfare..)

6. Quadrare gli accompagnamenti, la scuola, i luoghi e i giri in regione, il lavoro sulle risorse ambientali, chi segue la fumigazione? io mi prendo l’acqua! che palle, io il carbone no…prendilo a calci! io voglio gli indigeni e la ciudad perdida! ah, sognatevi che io faccio i paramilitari, col cazzo..allora io non vengo, allora io in barca vado da sola, allora io dormo sull’amaca, già certo, io in tenda no…!ho detto di sì!…

al solito. (si è capito che era il report dell’assemblea, vero?)

7. Biblioteche, biblioteca politica, merenda, papaya y pan chocolate (giusto, vi racconto anche cosa mangiamo così crepate d’invidia..), e tra poco dovrebbe partire la trash&mohjito night…paz y bien.
23/7/07

1. serata di chiamate, sono passati già 8 giorni, ma non è possibile, sarà che tra lavori, viaggio e sbattimenti ad ogni ora il tempo passa, ma tra un po’ testate al muro, la tensione sale, scende, si accavalla, si attorciglia, io detesto sia you tube che ng vision, voglio andare in regione e soprattutto voglio diventare un avvocato serio.

2. Claudia, di Hira Castro, impegno e sorriso, il leader di Acvc e soprattutto quello di Cahucopana, massacri e passato la mattina, presente, regole del gioco e trucchi per spezzare il meccanismo nel pomeriggio, dopo le lezioni intorno all’ora di pranzo, che chiudono lo stomaco tanto che possono aprirlo solo le “signore”, due quadre a destra e una in giu’, a merenda il racconto di un collettivo di avvocati, di come si risponde alla costruzione dell’ingiustizia come principio fondamentale di ogni centimetro quadrato di mondo..

3.Primo approccio serissimo con la lingua, che quando c’è empatia a quanto pare la filologia può essere messa da parte..torniamo all’esperanto quando chi parla è in grado di stringere la mano intorno al tuo ingenuo esofago e portare una goccia di sangue acido in gola..

4.Buonanotte a Maya..

22/7/07

1. Troppe cose da fare, tanti piccoli avvenimenti che vorrei avere il tempo di scrivere, scrivere per fissare, scrivere per comunicare la quotidiana complessità del vivere un viaggio così ricco, un viaggio con uno scopo, uno scopo che ha metodi e strumenti in costruzione, un gruppo ancora in costruzione, sempre difficile, sempre bello, sempre brutto, non saprei, non saprei…

2. Mattina, sveglia, torta avanzata da ieri, ieri che compivo 20 anni, come e cosa si festeggia, in una casa escondida, torta alcoolica, cioccolato e rhum, si spengono le luci, si accendono le candeline, fra riesce a non far scivolare la torta (dice lei: a dimostrazione del bene che ti voglio!), poi il regalo…fresco!! Comunque, sveglia, svegliandosi presto si incontrano solo ospiti ispanici in casa, e sono i veri momenti in cui ognuno di noi prende confidenza con la lingua, i 3 cioccolatai escono ad ultimare gli acquisti tecnologici e restano in oficina due biondine, un computer a testa e si lavora.

3. Insomma, tutto questo per dire che siamo entrati quasi a pieno ritmo, siamo abbastanza impazienti di andare sul campo (dove finalmente ci saranno 40 gradi e non 6…), che c’è tutto il piano politico, ma c’è, leggero o pesante, confortante o schiacciante, anche tutto un mondo ed un intreccio di piani personali, che quando ci si imbarca vanno considerati, non tanto per cambiare idea, quanto per essere pronti, per saper raffreddare un po’ tutti gli impulsi di cattiveria, odio, rabbia che salgono dall’esofago ancora grezzi, che vanno trasformati per essere finalizzati, perchè si raggiunga la risoluzione del conflitto, ultimo fine di ogni nostro urlo l’uno contro l’altro..

4. Bach è con noi

5. Uribe, escucha, el pueblo esta en la lucha.

6. Dopo un giro in città, di domenica, cercando disperatamente libri, libri, libri, pagine in castigliano, da leggere e divorare, non si può non annotare che: a Bogota’ di domenica vendono solo scarpe, la luce che rende speciale questa citta´e´il riflesso del chiaro giornaliero che se ne va in un giorno grigio di temporale, non c’e’ niente per sorprendere come un paio di Ray Ban antichi regalati da un compagno, nel senso piu´profondo del termine.

7.Adesso ci meritiamo un film, con la birretta, vero?

21/7/07

1.queremos el retorno a nuestros origines, queremos un menutos de silencio por los muertos en el conflicto armado. ieri, montato il video, stamattina visto, monta ancora la rabbia. la vecchia, così viva, la rabbia, di più, così elementare il concetto che hai da esprimere e così lontano da raggiungere…incongruenze??

2. ieri mattina, qualcosa non va, non so se l’uovo o il maldido frutto, però ci si barcamena tra cesso e oficina, si ride nel patio (d’altra parte qua, quartiere universitario, un po’ città vecchia un po’ bohemienne mi verrebbe da dire, se valesse come paragone), squilla il telefono. uno, due, tre, teo si alza, forte dello spagnolo, risponde. Qualche minuto dopo sul sito prensarural.org si legge: Luis Carlos Angarita Rincón, de 25 años, identificado con la cédula 5.427.424 de Convención (Norte de Santander), fue torturado hasta la muerte, al parecer en la vereda Los Ángeles, del corregimiento San Pablo, en Teorama (N. de S.), el martes 17 de julio. El joven fallecido era un campesino, padre de un niño de dos años y una bebé de diez meses, que además respondía por el sostenimiento de sus ancianos padres y tres hermanas discapacitadas.

3. Non è partita granche’ bene la giornata..

 

 

19/7/07

1. Otto del mattino, luce azzurrognola per la strada, chiudersi il portone verde alle spalle, in discesa, una, due, tre, quattro quadre, il centro più imponente ti si apre alla vista, oasis e maracaibo nelle orecchie, che non sarà il massimo ma è questo il lettore, il profumo dell’aria del mattino in montagna, giuro, città di nove milioni di abitanti che riesce a profumare alle otto del mattino, il senato, la piazza, gli edifici presidenziali e il palazzo di giustizia, il palazzo della barbarie del 1985, il palazzo dell’M19, ocra, all’arrivo del sole quasi cristallino, poi girare, cambiare strada, all’incrocio in discesa, circumnavigare la quadra e risalire, zona delle università..

2. casa, suonare, sapere per certo che abo verrà ad aprirmi, salire le scale, in oficina, teo al computer, chiamata a Milano in skype (miracolo della tecnologia…ancora un mistero per me), blog, mail, controlli, video, modifiche e upload. fuori di nuovo, questa vola in due, prelevare, sportello bancomat con porta che giustamente non ha alcun sistema di chiusura…a voler dimenticare per un attimo i militari raggruppati ad ogni angolo di strada, sembrerebbe una città più tranquilla di Milano..poi si gira, uno, due, tre, quattro quadre e siamo di nuovo al portone verde, cambio attori, teo e abo in spedizione colazione, io in presidio permanente della zona tecnologico-mediatica.

3. campanello, fra ed erri tornati dal giro mattutino, persi in bogotà, campanello, ancora? ebbasta!, teo, abo ed il cibo, colazione, assemblea dei 5, subito, conti economici, rapporto progetto, capiamo, cosa vogliamo? vogliamo tutto! andare in regione ma soprattutto con un senso, assemblea silvia, luca, 2 bondine e 3 cioccolatai, non sembra possibile messa così ma risorge in tutta la sua chiarezza il progetto, una settimana in bogotà, lavorare in questi primissimi giorni sul desplazamiento e le sue leggi, e sui diritti-doveri del volontario nel campo, con giri in città e incontri a tappeto, insomma…entrati a pieno ritmo, ci si prospettano 12 ore di lavoro al giorno e siamo ovviamente esaltati.

4. in realtà adesso pausa pranzo…

One response

5 07 2010
gonzalo

continuaremos en la lucha contra las desigualdades que hay en colombia, y contra la injusticia y los asesinatos y masacres cometidas por el gobierno colombiano en union de los militares y paramilitares junto con los narcos. Todo esto patrocinado por los Estados Unidos que quieren convertirnos en su colonia para tener un pais del caribe donde poder veranear, pasear y tener droga y prostituir, ademas de robar recursos naturales.

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