Nuovi spunti radiofonici sul caso Betancourt

7 07 2008

Ancora due contributi radiofonici sul caso Betancourt e la liberazione degli altri 14 ostaggi, nelle parole di due analisti di primo piano della politica Colombiana.

05/07 Gennaro Carotenuto ospite a La Quota Rosa, su Radio24

04/07 Guido Piccoli intervistato da RadiOndadUrto

Annunci




Piccoli appunti di attualità Colombiana…

5 07 2008

Questo non è un articolo. Non ne possiede la finalità nè la cura stilistica, così come tanti dei contributi scritti nell’arco di questi mesi di vita di DiarioColombia. Ci piace l’idea di definirli semplicemente appunti, restituendogli una dignità “altra” ed inclassificabile nel novero dell’informazione ad alta velocità.

Apriamo la nostra bacheca virtuale sulla liberazione (già ma di che “liberazione” stiamo parlando proprio non si capisce ancora…) dei 15 ostaggi con i contributi (a nostro modesto parere) più rilevanti, pescati nel profondo della Blogosfera:

Gennaro Carotenuto all’interno del suo portale GiornalismoPartecipativo ci introduce al tema in questione ironizzando sulla costruzione mediatica del personaggio Betancourt-superstar e ci propone, a questo proposito, le notevoli posizioni di Piedad Cordoba e Clara Rojas, circa le sue affrettate dichiarazioni. In coda all’articolo un’interessante parentesi sulle discordanti versioni della liberazione, con una chiusura ragionata sul peso politico dell’una o dell’altra ipotesi.

Sostenibile, curioso blog del network BlogoSfere, pone l’attenzione proprio su quest’ultimo passaggio entrando nei particolari dell’ipotesi del pagamento di un riscatto di 20 milioni di dollari; al di là della confusione presente sul tema e dell’opportunità di non sbilanciarsi ancora sulla questione, la ricchezza di dati e collegamenti allo scenario internazionale che fa da contorno alla faccenda ne rendono utilissima la lettura.

PolisBlog e University.it ci introducono, compiendo un parallelo tra i due temi, al legame tra lo scandalo che ha travolto in queste settimane il presidente Uribe e il panorama di opportunità geopolitiche che la liberazione della Betancourt, dei tre contractor Usa e degli altri 11 militari, aprono per la Colombia nello specifico e il futuro dell’America Latina tutta.

In chiusura un audace commento pubblicato sulla versione online de IlTempo; l’articolo sostiene con un buon margine di sicurezza che l’operazione “Scacco”, sancisca la fine obbligata delle Farc e delle altre formazioni guerrigliere di America Latina a seguire. Talmente azzardato e frettoloso, a parer nostro, da ricalcare l’aspetto meno credibile della vicenda di queste ore: il tentativo di far passare una guerriglia con 43 anni di storia per un gruppo di terroristi confusi che si fanno prendere in giro al telefono con imitazioni alla Gigi Sabani ed elicotteri militari verniciati…auspicabile o meno non sta a noi deciderlo, di sicuro piuttosto “interessata” come posizione e, di conseguenza, molto poco credibile.





…intanto la Colombia resta sempre un paradiso per pochi.

4 07 2008

“Il nirvana, il paradiso, deve essere molto simile a questo momento”; con queste ed altre parole l’ex deputata franco-colombiana Betancourt ha commentato il suo ritorno alla vita civile e all’affetto dei suoi figli, dopo oltre sei anni di prigionia. Nel delirio mediatico e diplomatico di questi due giorni la Betancourt (di lei si parla, degli altri 11 militari Colombiani da questa parte del globo non se ne sa nulla) ha dimostrato inizialmente sorpresa ed imbarazzo per la dimensione mediatica del suo rilascio e per la solidarietà ricevuta.

L’empasse non è durata poi molto e, ritrovata forma e lucidità, ha colto l’occasione per precisare una serie di questioni di primo piano, nello scenario che si profila con la sua liberazione: ai ringraziamenti di rito e di cuore all’esercito Colombiano al suo presidente Uribe ed all’intervento Francese, sono seguite una serie di dichiarazioni molto forti circa le condizioni di prigionia e le vessazioni subite nel corso degli anni. In particolare la Betancourt ha sottolineato la vergogna delle manette tenute ai polsi anche ventiquattro ore al giorno per mesi e mesi consecutivi e la progressiva perdita di speranza in occasione della morte del padre e dei continui sforzi legati alla condizione di clandestinità in regioni amazzoniche.

La forza di queste affermazioni, e la prova di coraggio e resistenza della candidata alla presidenza, stanno così suscitando un’interesse davvero imprevisto; col senno di poi possiamo affermare che il precipitare dei tentativi di mediazione operati nel corso dei mesi non lasciava grandi speranze di nuovi rilasci nelle prossime settimane…ed è forse questo stupore persistente, il primo ostacolo a capire cosa sia realmente accaduto in queste ultime settimane, da una parte in capo al segretariato fariano, dall’altra in seno agli apparati militari non solo colombiani.

Una cosa è certa, fino a prova contraria: dietro la gioia per la liberazione di queste ore, dietro i ringraziamenti e le congratulazioni reciproche, dietro la fulminee analisi sul futuro dei processi di smobilitazione si celano una quantità di ipotesi trame ed accadimenti, tutt’ora incomprensibili, e in-debitamente incompresi.





Spunti di analisi sul caso Betancourt (da Radiondad’Urto)

3 07 2008

La nostra panoramica comincia, come tante altre volte, dalla miriade di spunti trovati in rete…cominciamo anche quest’oggi con gli amici di Radio Onda d’Urto; due servizi realizzati in collaborazione con il giornalista e scrittore Guido Piccoli…

Lug. 03 Ore: 18.10 – COLOMBIA: BETANCOURT LIBERA 2
Ingrid Betancourt, in una conferenza stampa oggi ai piedi dell’aereo che ha portato a Bogotà i suoi figli, Melanie e Lorenzo, ha rivolto un appello ai presidenti del Venezuela, Hugo Chavez, e dell’Ecuador, Rafael Correa, perché migliorino le relazioni con la Colombia, anche pensando a tutti gli ostaggi ancora prigionieri delle Farc. Si tratta, ha detto la Benacourt, di un passo essenziale per poter arrivare a “nuove liberazioni unilaterali di ostaggi”. La ex candidata presidenziale liberata ieri ha anche affermato che è necessario coinvolgere altri “attori regionali” per cercare la liberazione degli altri ostaggi delle Farc e ha citato la presidente argentina Cristina Fernandez Kirchner.
Sentiamo ancora Guido Piccoli, giornalista e autore del libro “Colombia il paese dell’eccesso”.
[Scarica il contributo audio, durata: 8 min.]

Lug. 03 Ore: 18.07 – COLOMBIA: BETANCOURT LIBERA 1
L’ex candidata alle presidenziali, la franco-colombiana Ingrid Betancourt, è stata liberata martedi 2 luglio dopo oltre sei anni trascorse in mano alle Farc, le forze armate rivoluzionarie della Colombia. Con la Betancourt sono stati liberati un’altra quindicina di ostaggi, localizzati nella regione meridionale di Guaviare. Il ministro della difesa di Bogotà, Manuel Santos ha annunciato che l’operazione è stata compiuta dalle forze speciali. La liberazione è stata resa possibile da un inganno messo appunto da alcuni infiltrati: ai guerriglieri è stato comunicato un falso ordine interno delle Farc secondo cui i sequestrati dovevano essere consegnati al comandante del gruppo armato, Alfonso Cano, per uno scambio umanitario col governo. In questo modo è stato possibile mandare un elicottero nella zona dove si trovavano gli ostaggi senza destare i sospetti dei guerriglieri, due dei quali sono stati arrestati.
Sentiamo il commento di Giudo Piccoli giornalista ed autore del libro “Colombia il paese dell’eccesso”.
[Scarica il contributo audio, durata: 7 min.]





Il tempo di capire e quello di cominciare a scrivere…

3 07 2008

Quanto è difficile scrivere un articolo?

Quanto è complesso sintetizzare in questa manciata di righe l’insieme di dati, riflessioni e non ultimo emozioni, utili a narrare a tanti e tante una prospettiva originale sulla liberazione dei quindici ostaggi fino a ieri in mano alla prima guerriglia d’America Latina?

Quanto influirà il ritorno di Ingrid Betancourt sulla politica interna Colombiana, e la sua ipotetica candidatura alle prossime presidenziali? Quanto peserà l’evento nella relazione tra il presidente Uribe e il ministro-star Juan Santos?

Cosa accadrà ora alla fragile ridefinizione in corso ai vertici delle Farc, e quali saranno le prossime mosse di una formazione militare che la stampa definisce ormai sepolta?

Chavez, Morales, Lula e gli altri…quanto peserà lo stravolgimento dell’universo politico Colombiano sui nuovi assetti del sud america post-socialista?

Quante domande, poche risposte. Nelle prossime ore cercheremo di produrre alcune riflessioni nel tentativo di declinare i principali aspetti di una vicenda, quella dell’attualità Colombiana, di sicuro interesse geopolitico…di fronte al depauperamento informativo operato dai mass media di due continenti.





Ingrid Betancourt, ma non solo Ingrid Betancourt…

3 07 2008

Ancora una volta è Juan Manuel Santos, il ministro della difesa di Bogotà a dare l’annuncio tanto atteso…solo che l’occasione non è paragonabile a nessuno dei cento e mille momenti di tensione vissuti in Colombia negli ultimi, pur difficili, anni.

Sedici uomini e donne di nazionalità Colombiana e Statunitense sono stati liberati oggi: Marc Gonsalves, Keith Stansell, Thomas Homes, Juan Carlos Bermeo, Raimanduo Malagón, José Ricardo Mantilla, William Pérez, Erasmo Romero, José Miguel Arteaga, Armando Florez, Julio Buitrago, Armando Castellanos, Vaney Rodríguez, Jhon Jairo Durán, Ingrid Betancourt.

Quindici di questi (e con loro tutti quelli ancora sequestrati) saranno a breve dimenticati (si, pure i tre mercenari americani presenti tra gli altri)…l’ultima della fila però, una donna di grande esperienza politica, e “di resistenza”, farà parlare di sè parecchio in questi mesi.

Il ritorno di Ingrid Betancourt squarcia le reciproche crisi di governo e forze combattenti, aprendo una pagina nuova nel novero delle opzioni politiche del contesto Colombiano e Latinoamericano in genere (scacco alle Farc, già dicono alcuni…).

Ne parleremo approfonditamente domani, con più lucidità ed informazioni a riguardo….

Trovate qui tutte le prime informazioni sul tema: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7





Diritti umani e tortura

26 06 2008

Segnaliamo l’iniziativa che ha preso avvio oggi sul sito di Terre des hommes. Aggiorneremo questo post aggiungendo di volta in volta le denuce che vengono presentate sul loro sito.

Terre des hommes per le vittime della tortura

Iniziamo oggi, 26 giugno 2008, Giornata Internazionale a sostegno delle vittime della Tortura, a pubblicare le storie di alcuni bambini e bambine vittime di tortura psicologica e fisica e di violenza sessuale in Colombia.

Lo faremo fino al 3 luglio, giorno in cui la Coalizione Colombiana Contro la Tortura di cui Terre des hommes Italia fa parte, pubblicherà il rapporto sulle violenze perpetrate ai danni delle popolazione civile di quel paese.

Nella guerra che affligge la Colombia da anni, come al solito le prime vittime sono le fasce più vulnerabili della popolazione, le donne, i bambini e le bambine.

Terre des hommes come sempre è dalla loro parte (i nostri progetti in Colombia)

26 marzo 2007. Nel municipio di Bello (regione di Antioquia) José Mendieta è stato giustiziato extragiudizialmente, mentre la piccola Gloria Patricia Sanchez veniva violentata e un’altra bambina di 10 anni veniva ferita dal gruppo paramilitare delle “Aquile Nere”. Le vittime vivevano nell’insediamento per i rifugiati interni (desplazados) di Altos de Oriente, nella circoscrizione di Granizal. E lì dove i paramilitari sono arrivati, ferendo le due bambine, abusando di una di loro e uccidendo José Mendienta che era accorso in aiuto delle due bambine.