DiarioColombia…ritorno alle origini!

18 07 2008

Un anno fa partivamo, via Caracas, alla volta di Bogotà: cinque amici, un’associazione (Ipo) a supportarci nel progetto e parecchia voglia di capirci qualcosa attraverso l’esperienza “in presa diretta”.

Il progetto si è rivelato tanto mutevole e polimorfo da assumere le sembianze di un blog d’informazione “vivo e vegeto” ben oltre il tempo previsto, da questa esperienza gli altri ragazzi hanno maturato progetti differenti sul tema della cooperazione dal basso di cui arriverà a breve un contributo su queste pagine; Ipo continua il suo meritevole lavoro in Colombia e non solo, nonostante le tante peripezie di questi tormentati mesi.

Cogliamo quest’occasione, un anno di vita, per fare un passo indietro alle origini di DiarioColombia: riproponiamo oggi una weblografia ragionata sull’impatto sociale del marchio Coca-Cola in AmericaLatina; nient’altro che una collezione ragionata e documentata d risorse ed indirizzi per una riflessione collettiva attorno alla relazione tra sindacalismo e spudoratezza del tanto conclamato Brand

Coca Cola – Coca Cosa?

Published on 03/27,2007 on colombia.noblogs.org

Una essenziale “Weblografia” per un primo inquadramento della questione “Coca-Cola” nella complessità delle problematiche sociali, politiche ed ambientali dell’attualità colombiana.

Navigando nei link proposti troverete reti di boicottaggio, dossier, articoli, e materiali utili ad approfondire il ruolo attivo del marchio probabilmente più conosciuto al mondo nella cancrena della politica sindacale in Colombia.


“Dietro al marchio Coca-Cola c’è una multinazionale nata nel 1891, ottavo gruppo alimentare del pianeta, con filiali in più di 30 Paesi e 56.000 dipendenti, […] 300 marchi diversi e nel 2001 ha fatturato 20 miliardi di dollari. Un vero gigante, che da molti anni è però al centro di vibranti polemiche da parte di associazioni umanitarie e di difesa dei diritti umani. L’accusa contro i vertici della multinazionale è pesantissima: quella di essere i mandanti di omicidi di sindacalisti colombiani. Il SINALTRAINAL, sindacato colombiano delle imprese imbottigliatrici di Coca-Cola e Nestlè conta tra le sue fila ben 14 dirigenti assassinati, 2 esiliati, 48 sfollati e 2 desaparecidos solo negli ultimi 10 anni”.

Stampa Alternativa – 2006


Buona Lettura…

Il libretto di controinformazione “Cosa Cosa? – conoscerla per evitarla” in versione informatica (in formato .pdf),

http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/cocacosa.pdf

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Diritto di resistenza

24 06 2008

Cinque e ventisette del mattino, Milano, zona quasi periferica, fine metrò gialla.

Suona la sveglia e per un attimo resto a godere un rivolo d’aria fresca che, non si sa come, riesce ad infiltrarsi in camera. Giù dal letto di corsa perchè stamattina abbiamo deciso di partecipare ad un presidio organizzato contro lo sgombero di una casa occupata.

Sarà l’aria delle sei meno dieci, sarà il buon caffè del bar amico, sarà la temperatura dopotutto accettabile, ma Milano regala qualche istante limpido sul cavalcavia di Viale Marche.

Si, anche questo è importante, perchè serve a comprendere la situazione ed il motivo per cui, seduta nel punto di ritrovo, gustando con piacere la colazione approntata per i convenuti ed aspettando l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, il pensiero si sia lasciato trasportare alle immagini de “La strategia della lumaca”.

Trovo, splendida pellicola colombiana, diretta nel 1993 da Sergio Cabrera, per la cui trama e notizie correlate rimando alla pagina di Wikipedia (solo in spagnolo)

Ecco, credo che anche questo post suonerà, alle orecchie dei più, palesemente off-topic.

In verità, la riflessione stimolata è molto più inerente: quello che accadeva stamattina era importantissimo per un ordine di ragioni molto semplici. Portare i propri corpi stiracchiati, gli occhi stropicciati ma attenti e la propria disponibilità in quel luogo significava e significa affermare non solo la necessità, ma la correttezza di violare talvolta le norme che reggono l’ordinamento sociale in cui viviamo, per affermare due cose fondamentali: l’accessibilità di diritti primari (nel caso in specifico, quello ad avere un tetto, ma non mi fermerei qui) e, appunto, la facoltà di soprassedere sul dettato scritto con cui una comunità sociale ampia (quella nazionale qui) si è dotata di regolamenti. Regolamenti, beninteso, che un’altrettanto ampia comunità (nel caso, quella di chi non può permettersi un affitto nella città in cui sceglie di vivere, lavorare ecc.. perchè quella città non offre affitti compatibili con un realistico reddito medio) riconosce inidonei a garantire una vita libera e dignitosa.

Le domande che restano tornando verso casa sono due: rispetto ad una realtà come quella italiana, quali sono i confini che dettano la facoltà di una comunità, ampia ma non totale, di soprassedere legittimamente ad alcune norme non solo  scritte, ma condivise da un’altra ampia area della comunità totale?

Volgendo lo sguardo invece più in là, è possibile che trasmettere la correttezza di scelte e pratiche di questo tipo renda più comunicabile e condivisibile una delle ragioni che ci sta più a cuore: la correttezza e la legittimità per il popolo colombiano di esercitare, nelle forme che abbiamo incontrato e che abbiamo cercato di riportare in Italia, lo stesso diritto di resistenza?

Forse non è del tutto off-topic..





Luchar_habitar_trabajar

5 06 2008

Abbiamo assistito ieri alla prima serata della rassegna “luchar-habitar-trabajar” organizzata dal circolo Arci Scighera a Milano..vi avevamo accennato qualche post fa.

Beh, l’incontro è stato molto interessante: in particolare, il portavoce dell’Onic ha tracciato una panoramica molto veloce della condizione indigena, raccontandoci come e quando sia nata la necessità e con essa la spinta a costruire l’Onic (Organizzazione Nazionale Indigena Colombiana), quindi come si sia deciso e si sia creata la rete delle Organizzazioni indigene nonchè il ruolo svolto dai leader nella costituzione.

In particolare ci è sembrato interessante che nel corso dei primi anni di vita di questa rete vi sia stata la proposta del Governo di allora di una sorta di istituzionalizzazione del progetto, con la creazione di un Consiglio Indigeno: dopo alcune riflessioni i leader e le comunità hanno rifiutato la proposta, ritenendo molto più importante, funzionale e necessario come precedente storico, creare una rete indipendente, che restasse saldamente ancorata ai territori e alle comunità che li abitano.

La scelta dell’autogestione ribadita come principio fondamentale, che, solo, garantisce l’indipendenza e la partecipazione.

Confermare poi l’esistenza di una sorta di trait d’union tra tutte le lotte territoriali indigene del mondo, raccontarlo sorridendo, lasciando che, con i tempi della traduzione, l’Onic, il comitato NOExpo, le Mamme Antismog, e le fabbriche occupate argentine (Chilavert) potessero incrociare sguardi e condividere forme di lotta, autogestione ed autorganizzazione, regala ancora una piccola idea di possibile anche a questa città.

Segnaliamo, intanto, il sito dell’associazione ASUD, promotrice ed organizzatrice dell’incontro insieme alla Scighera, nonchè portavoce in Italia dell’Onic stessa e creatrice da qualche tempo del Centro di Documentazione sui conflitti ambientali del Sud del mondo (CDCA).

A breve, su queste pagine e sul sito della scighera sarà disponibile il contributo audio della serata.





Enlazando Radio e Amisnet, un’AmericaLatina tutta da ascoltare!

1 06 2008

Con qualche giorno di ritardo ri-proponiamo le ultime puntate dell’archivio sviluppato dal Progetto Enlazando Alternativas (cui abbiamo più volte accennato), in collaborazione con Amisnet, agenzia multimediale d’informazione sociale, con sede a Roma.

Nasce così Enlazano Radio, di cui oggi linkiamo le prime dieci puntate, relative in particolare al Forum di Lima e alla sessione del TPP, due eventi di primo piano nella relazione interculturale tra i movimenti sociali dei notri due angoli di mondo…

Enlazando Alternativas 3: ultimo giorno di lavori

(Marzia Coronati • 16 Maggio 08)

Ultimo giorno d Enlazando Alternativas 3, l”incontro dei popoli che per tre giorni ha unito America Latina e Europa in un unico spazio. Il Tribunale dei popoli, dopo avere ascoltato le denunce contro venti multinazionali europee impiantate in America Latina, rendera’ pubblica la dichiarazione finale. Mentre la Telecom blocca i conti dell’impresa di telecomuncazione nazionale […] – Scarica cliccando Qui!

Enlazando Alternativas: uno speciale sui migranti

Marzia Coronati • 15 Maggio 2008

In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta’ di accesso al mondo del lavoro, centri di permanenza temporanea. La trasmissione fa parte di un palinsesto di 24 ore al giorno plurilingue trasmesso in streaming dal Foro delle radio (www.forumderadios.fm).
Ospiti della […] – Scarica cliccando Qui!

Domani la sentenza contro 20 multinazionali europee

Andrea Cocco • 15 Maggio 2008

Sono venti le multinazionali europee che verranno giudicate durante la sessione speciale del tribunale permanente dei popoli in atto in questi giorni a Lima. Dalla anglo-olandese Shell, alla compagnia finlandese Botnia, passando per la spagnola Repsol, le imprese del vecchio continente dovranno rispondere dei danni prodotti dalle loro attività in America Latina. Nei giorni scorsi una […] – Scarica cliccando qui!





?Possibile? Morto Tirofijo?

24 05 2008

latitavamo, lontani da questo blog in queste ultime ore ma.. pare possibile?

a quanto pare Santos si affanna a declamare la scomparsa di “Tirofijo”, leader maximo delle Farc, nel lontano 26 di marzo..

Forse sarebbe opportuno aspettare domani mattina per verificare l’attendibilità della notizia, vista la fonte: come ci ricorda lo stesso articoletto dell’Ansa non sarebbe la prima volta che viene data, e poi smentita, una notizia così importante..

dall’ansa appunto:

COLOMBIA: FARC, MORTO CAPO SUPREMO MANUEL MARULANDA BOGOTA’ – Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) avrebbero perso il loro comandante supremo, il leggendario Manuel Marulanda Velez, considerato il guerrigliero più vecchio del mondo. Nato come Pedro Antonio Marin il 12 maggio 1930 nella località colombiana di Genova, e universalmente conosciuto come Tirofijo (Colpo sicuro), Marulanda Velez è il fondatore delle Farc e sarebbe morto forse per gli effetti di un bombardamento, o forse per un infarto legato ad essi, il 26 marzo scorso in un punto imprecisato della selva colombiana. La ‘bomba’ giornalistica è stata offerta dal ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos al settimanale Semana che l’ha immediatamente rilanciata nella sua pagina on line con il titolo virgolettato: “Tirofijo è morto”.

Se la notizia venisse ufficialmente confermata, sarebbe un duro colpo per il morale delle Farc che negli ultimi mesi hanno perso due uomini membri del Segretariato dello Stato maggiore centrale: Raul Reyes, considerato l’uomo del dialogo, e Ivan Rios, eliminato dall’uomo che ne assicurava la sicurezza. Nelle ore successive alla pubblicazione della intervista, nessuna fonte ufficiale o dei servizi colombiani ha voluto commentarla. Radio Caracol ha detto da parte sua che l’ipotesi della morte del massimo leader delle Farc circolava da qualche tempo nuovamente, ma che non esistono prove che la confermino ineluttabilmente. Per Santos, che è “il duro” del governo del presidente Alvaro Uribe, comunque, Marulanda sarebbe morto il 26 marzo scorso. “L’informazione di cui disponiamo – ha detto al giornale – è che se ne è andato” e questo “é quanto ci ha detto una fonte che non sbaglia mai”. E comunque, ha aggiunto, “deve stare nell’inferno”, “quello dove vanno tutti i criminali morti”. Il ministro sottolinea di non avere notizie precise sulle modalità della morte, e aggiunge che nel giorno di marzo indicato “ci sono stati tre intensi bombardamenti nel luogo dove ritenevamo si trovasse Tirofijo. La guerriglia dice (che è morto) di infarto. Ma non abbiamo prove né dell’una né dell’altra cosa”. Già nel marzo del 1995 la tv colombiana annunciò la morte di Tirofijo per infarto, citando come fonte il comandante guerrigliero Ivan Marquez. Il decesso di Marulanda Velez è stato ipotizzato una seconda volta nel 2004 dal quotidiano di Miami El Nuevo Herald, che ha parlato di cancro alla prostata.





Cumbre de los pueblos- Enlazando Alternativas 3 (dichiarazione finale)

21 05 2008

Las organizaciones sociales, políticas y populares, de trabajadores y trabajadoras, de migrantes, las comunidades indígenas y campesinas, el movimiento de mujeres, de jóvenes y sindical de América Latina, el Caribe y Europa, reunidos en Lima durante la Cumbre de los Pueblos, Enlazando Alternativas III, declaramos :

La cooperación y la integración de nuestros pueblos pasan en primer lugar por la construcción de un sistema en el cual los derechos económicos, políticos, sociales, culturales y ambientales de las mayorías sean prioridad y razón de ser de las políticas gubernamentales. Por lo mismo, rechazamos el proyecto de Acuerdos de Asociación propuesto por la Unión Europea y avalado por diversos gobiernos latinoamericanos y caribeños que solo buscan profundizar y perpetuar el actual sistema de dominación que tanto daño a hecho a nuestros pueblos.

La estrategia de la Unión Europea “Europa Global : Competir en el mundo”, supone la profundización de las políticas de competitividad y crecimiento económico que buscan implementar la agenda de sus transnacionales y profundizar las políticas neoliberales, incompatibles con el discurso sobre el cambio climático, la reducción de la pobreza y la cohesión social. A pesar de que se pretende velar su naturaleza incorporando temas de cooperación y diálogo político, la esencia de la propuesta es abrir los mercados de capitales, bienes y servicios, proteger la inversión extranjera y reducir la capacidad del Estado de promover el desarrollo económico y social. Leggi il seguito di questo post »





TPP in Colombia: il caso Telecom-Bolivia

21 05 2008

Istituito nel giugno ’79, in Italia, su ispirazione del senatore Lelio Basso, il Tribunale Permanente dei Popoli s’incontrerà anche quest’anno a Bogotà. Due i casi presentati da parte della delegazione italiana nella’ambito del macro-tema: “Imprese multinazionali e diritti dei popoli in Colombia”, presente nell’agenda del TPP dal 2005. Presentiamoli attraverso due brevi descrizioni reperibili anche su Enlazando Alternativas, il portale della Rete BiRegionale Europa – America Latina y Caribe.

 

Telecom-Bolivia

Dopo la nazionalizzazione senza traumi del gas, del petrolio e di parte delle miniere, la Telecom sembra essersi trasformata nel principale sasso nelle scarpe di Evo Morales. Diventato presidente della Bolivia, Morales ha avviato un piano per rinazionalizzare alcune delle imprese privatizzate nei rapaci anni ’90.

Ha cominciato con gas, petrolio e qualche miniera, e nonostante gli oppositori e alcune istanze internazionali abbiano fatto fuoco e fiamme, è andata sostanzialmente liscia. Con le comunicazioni, invece, la musica è diversa.

Entel fa parte delle imprese privatizzate negli anni ’90 all’apogeo del neo-liberismo, il modello di privatizzazione <<alla boliviana>> consisteva nella ricerca di soci strategici internazionali per le imprese statali che, in cambio della capitalizzazione, finivano per controllare il 50 per cento del pacchetto azionario e ottenevano il diritto all’amministrazione. Circa il 2 per cento delle azioni è rimasto in mano ai lavoratori. Il 48 per cento restante è diventato in teoria proprietà di <<tutti i boliviani>>, in pratica è stato amministrato da fondi pensione che con le rendite hanno finanziato il Bonosol, oggi rimpiazzato dalla <<Rendita di dignità>>, una pensione per tutti i boliviani sopra i 60 anni. Leggi il seguito di questo post »