…intanto la Colombia resta sempre un paradiso per pochi.

4 07 2008

“Il nirvana, il paradiso, deve essere molto simile a questo momento”; con queste ed altre parole l’ex deputata franco-colombiana Betancourt ha commentato il suo ritorno alla vita civile e all’affetto dei suoi figli, dopo oltre sei anni di prigionia. Nel delirio mediatico e diplomatico di questi due giorni la Betancourt (di lei si parla, degli altri 11 militari Colombiani da questa parte del globo non se ne sa nulla) ha dimostrato inizialmente sorpresa ed imbarazzo per la dimensione mediatica del suo rilascio e per la solidarietà ricevuta.

L’empasse non è durata poi molto e, ritrovata forma e lucidità, ha colto l’occasione per precisare una serie di questioni di primo piano, nello scenario che si profila con la sua liberazione: ai ringraziamenti di rito e di cuore all’esercito Colombiano al suo presidente Uribe ed all’intervento Francese, sono seguite una serie di dichiarazioni molto forti circa le condizioni di prigionia e le vessazioni subite nel corso degli anni. In particolare la Betancourt ha sottolineato la vergogna delle manette tenute ai polsi anche ventiquattro ore al giorno per mesi e mesi consecutivi e la progressiva perdita di speranza in occasione della morte del padre e dei continui sforzi legati alla condizione di clandestinità in regioni amazzoniche.

La forza di queste affermazioni, e la prova di coraggio e resistenza della candidata alla presidenza, stanno così suscitando un’interesse davvero imprevisto; col senno di poi possiamo affermare che il precipitare dei tentativi di mediazione operati nel corso dei mesi non lasciava grandi speranze di nuovi rilasci nelle prossime settimane…ed è forse questo stupore persistente, il primo ostacolo a capire cosa sia realmente accaduto in queste ultime settimane, da una parte in capo al segretariato fariano, dall’altra in seno agli apparati militari non solo colombiani.

Una cosa è certa, fino a prova contraria: dietro la gioia per la liberazione di queste ore, dietro i ringraziamenti e le congratulazioni reciproche, dietro la fulminee analisi sul futuro dei processi di smobilitazione si celano una quantità di ipotesi trame ed accadimenti, tutt’ora incomprensibili, e in-debitamente incompresi.


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