TPP in Colombia: il caso Telecom-Bolivia

21 05 2008

Istituito nel giugno ’79, in Italia, su ispirazione del senatore Lelio Basso, il Tribunale Permanente dei Popoli s’incontrerà anche quest’anno a Bogotà. Due i casi presentati da parte della delegazione italiana nella’ambito del macro-tema: “Imprese multinazionali e diritti dei popoli in Colombia”, presente nell’agenda del TPP dal 2005. Presentiamoli attraverso due brevi descrizioni reperibili anche su Enlazando Alternativas, il portale della Rete BiRegionale Europa – America Latina y Caribe.

 

Telecom-Bolivia

Dopo la nazionalizzazione senza traumi del gas, del petrolio e di parte delle miniere, la Telecom sembra essersi trasformata nel principale sasso nelle scarpe di Evo Morales. Diventato presidente della Bolivia, Morales ha avviato un piano per rinazionalizzare alcune delle imprese privatizzate nei rapaci anni ’90.

Ha cominciato con gas, petrolio e qualche miniera, e nonostante gli oppositori e alcune istanze internazionali abbiano fatto fuoco e fiamme, è andata sostanzialmente liscia. Con le comunicazioni, invece, la musica è diversa.

Entel fa parte delle imprese privatizzate negli anni ’90 all’apogeo del neo-liberismo, il modello di privatizzazione <<alla boliviana>> consisteva nella ricerca di soci strategici internazionali per le imprese statali che, in cambio della capitalizzazione, finivano per controllare il 50 per cento del pacchetto azionario e ottenevano il diritto all’amministrazione. Circa il 2 per cento delle azioni è rimasto in mano ai lavoratori. Il 48 per cento restante è diventato in teoria proprietà di <<tutti i boliviani>>, in pratica è stato amministrato da fondi pensione che con le rendite hanno finanziato il Bonosol, oggi rimpiazzato dalla <<Rendita di dignità>>, una pensione per tutti i boliviani sopra i 60 anni.

In questo contesto, Telecom ha acquisito il pacchetto dell’impresa italiana Stet, che nel 1996 ha pagato allo stato boliviano circa 610 milioni di dollari per il 50 per cento delle azioni di Entel. E’ da aprile che il governo boliviano cerca di fare in modo chel’azienda italiana venda allo stato una parte o tutta la sua partecipazione del 50 per cento di Entel, azienda ampiamente dominante nel mercato boliviano della telefonia a distanza, di internet e della telefonia cellulare, per ottenere il controllo statale dell’azienda.

Nel caso di Entel, un decreto presidenziale ha trasferito al governo le azioni in mano ai fondi pensione e cercato di fare in modo che Telecom vendesse una parte delle sue azioni, per assicurarsi il controllo statale dell’azienda. Si è aperto così un negoziato, reso burrascoso da una denuncia di evasione fiscale a carico dell’azienda italiana, che non avrebbe nemmeno mantenuto le promesse di investimento fatte al tempo dell’acquisto. L’agenzia delle entrate ha accusato Entel – che nel 2006 ha ottenuto protiffi per circa 50 milioni di dollari – di aver evaso le tasse per 25 milioni di dollari.

Nonostante le mozioni sollevate dal governo boliviano, Telecom ha deciso, nell’ottobre scorso, di aprire una causa di fronte al Centro Internacional de Arreglo de Diferencias de Inversiones (CIADI), con sede a New York.

Prima di questa decisione, il governo boliviano aveva espresso legittimamente di voler ricusare il CIADI, dichiarando di non riconoscere la giurisdizione di quest’istanza arbitrale dipendente dalla Banca Mondiale. Il ministro degli esteri boliviano David Choquehuanca ha affermato che <<affinchè un caso venga discusso al Ciadi ci deve essere il consenso delle due parti, mentre in questo caso manca il consenso della Bolivia, che già non fa parte del Ciadi>>.

L’ex Segretario Generale del Ciadi, Ana Palacio, ex-ministro del governo spagnolo di Aznar e responsabile delle questioni legali della Banca Mondiale, ha invece ufficializzato nel novembre scorso l’intenzione di dare seguito alla denuncia presentata il 12 ottobre da Euro Telecom.

L’annuncio è arrivato a sorpresa, a soli 2 giorni dalla data che avrebbe reso effettiva la rinuncia all’organismo di arbitraggio operata dalla Bolivia.

La decisione di proseguire nell’istruzione della causa ha provocato cori di dissenso provenienti non solo dai palazzi boliviani, ma anche dai movimenti sociali sia italiani ed europeiche latinoamericani.

Durante la sua visita ufficiale in Italia, avvenuta alla fine di ottobre, il Presidente Morales aveva infatti già posto la questione dell’arbitraggio Telecom-Bolivia.


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One response

1 06 2008
Enlazando Radio e Amisnet, un’AmericaLatina tutta da ascoltare! « diario dalla colombia

[…] Radio, di cui oggi linkiamo le prime dieci puntate, relative in particolare al Forum di Lima e alla sessione del TPP, due eventi di primo piano nella relazione interculturale tra i movimenti sociali dei notri due […]

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