M’illumino di meno: tutti sul carrozzone sponsor ENI? (OT)

15 02 2008

Non ne avremmo parlato noialtri, magari l’avremmo fatto e stop…senza stare a rimarcarne limite e pregi; un’occasione come un’altra per risparmiare energia e quattrini.

Invece all’ottava mail ricevuta nell’arco di tre giorni sulla campagna “M’illumino di meno” lanciata da diversi anni dalla trasmissione Caterpillar di radio rai2, non ce l’ho fatta più a resistere. Fortuna che proprio quest’ultima mail (tratta dal portale unimondo.org, che ringraziamo) è parecchio più esplicativa di alcuni retroscena di tutta la faccenda, richiamando tra le altre, la questione ecuadoreña che ricordavamo forse una settimana fa…

Riportiamo per intero l’articolo di Sergio Beretta, caporedattore di UniMondo

 

M’illumino di meno: tutti sul carrozzone sponsor ENI?

giovedì, 14 febbraio, 2008

Un grande successo, non c’è che dire. Ci sono proprio tutti: dalle associazioni ambientaliste (Legambiente e Wwf) ai parlamentari ecologisti – rigorosamente bi-partisan – da Banca Etica, ma c’è anche UBI Banca – ai comuni di mezz’Italia come quello di Samarate che ha invitato a partecipare il comune gemellato Yeovil (UK) ma ha dimenticato di estendere l’invito alla locale ditta promotrice del gemellaggio, la AgustaWestland, che invece continuerà a produrre a pieno ritmo, nonostante il temporaneo “oscuramento”, i 51 elicotteri Mangusta recentemente commissionati dal governo turco, in barba agli appelli di Rete Disarmo.

E c’è anche IBM Italia, Fujitsu Siemens Computers, McDonald’s Italia (sì avete letto bene), finanche la CIA – no, non quella americana ma la Confederazione Italiana Agricoltori e l’Europarlamento di Bruxelles – che però spegnerà le luci solo per dieci minuti – fino al giornale per ragazzi Topolino. Insomma non manca proprio nessuno a parte, forse, il solito Beppe Grillo. E non potrebbe essere altrimenti visto che l’iniziativa promossa dalla trasmissione Caterpillar è “patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri” e si svolge “in collaborazione” con… l’ENI. Toh, l’ENI!

Ma l’ENI non è nel mirino delle associazioni per i rischi ambientali e sociali connessi all’esplorazione del giacimento del Kashagan fatto di un petrolio di qualità molto bassa e contenente nella sua parte gassosa oltre 40 sostanze tossiche, un’operazione che tra l’altro ha visto esplodere i costi da 27 a 136 miliardi di dollari? Non è la stessa ENI che – suo malgrado – è stata al centro di un’approfondita inchiesta della trasmissione Report per la faccenda connessa con la Gazprom? E non è l’ENI l’oggetto di una specifica campagna di denuncia per la partecipazione alla svendita del petrolio iracheno? O responsabile della costruzione di un oleodotto-serpente di 513 km che ha provocato l’ulteriore distruzione della foresta amazzonica ecuadoriana e violato i diritti delle comunità indigene? E l’operato in Nigeria dell’ENI è tutto trasparente e rispettoso delle popolazioni locali? O sono tutte balle quelle che ci raccontano trasmissioni televisive e Ong italiane e internazionali? Se cosi fosse ci piacerebbe esserne informati. Ma se non è cosi, allora, com’è che associazioni ambientaliste, Enti locali responsabili, parlamentari ecologisti fanno finta di non vedere il logo delCane a sei zampe’ che sponsorizza l’iniziativa di Caterpillar?

Non è un discorso nuovo. Lo aveva già fatto lo scorso anno la Rete Lilliput che denunciava: “L’ENI è una delle più grandi multinazionali del settore petrolifero e si è distinta negli ultimi anni per la propria partecipazione in molte delle operazioni più controverse, a livello internazionale, riguardanti l’estrazione di gas e petrolio”. “In questa situazione – proseguiva Rete Lilliput – la sponsorizzazione di un’azienda del gruppo ENI a un’iniziativa come ‘M’illumino di meno’ suona come un mero tentativo di ripulire la propria immagine”. Rete Lilliput invitava il Governo Italiano – principale azionista dell’ENI – a “anteporre il controllo dell’operato delle proprie aziende alla mera condivisione dei loro utili” e la redazione di Caterpillar a “dotarsi di un codice etico nella selezione degli sponsor”. Poi il silenzio. O meglio il buio, forse per via dell’oscuramento che l’iniziativa propone.

Crediamo, invece, che sia tempo di accendere i riflettori dell’informazione e dell’intelligenza per non finire tutti oggi a saltare sul carrozzone sponsorizzato ENI – magari per proporre i nostri aperitivi rigorosamente sorseggiati al lume di candela – e domani ad invitare associazioni, Enti locali, Ong e movimenti a denunciare l’ennesima nefandezza targata Cane a sei zampe.

Giorgio Beretta

Trovate l’articolo qui


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9 08 2009
Mathews

ENI, Codice Etico e Servizi Segreti

Notizia tratta dal portale Indymedia al link:

http://piemonte.indymedia.org/article/5520

In una surreale seduta Straordinaria del Consiglio di Amministrazione dell’ENI (che trovate trascritta ed in originale) evocato il nome d’un fantomatico giornalista (Altana Pietro) e dei nostri Servizi Segreti Italiani

Stà scritto lì, nero su bianco, nel verbale del C.d.A. dell’E.N.I.:

“… l’11 giugno 2004 Abb denuncia alcuni manager dalla sua filiale milanese di occultamento di perdite di 70 milioni di euro e rassegna al PM Francesco Greco due nomi di propri dipendenti, tali Carlo Parmeggiani e Piarantonio Prior, che sarebbero coinvolti anche anche in una tangente al manager di Enipower Lorenzino Marzocchi. Mi chiedo per quanti anni ancora sarebbe andata avanti tale forma e genere di crimine se non ci fosse stata nel marzo 2004 l’indagine del professionista della stampa Altana Pietro (fonte ritenuta vicina ai Servizi Segreti) che ha fatto indagini su Enichem, Enipower, ABB; se non ci fosse stata la denuncia al Magistrato da parte di Abb, mi chiedo come possa essere motivato una tale procrastinazione di delittuoso comportamento, per altro verso una pluralità di commissionari, senza che, in più anni e sistemi di controllo aziendali interni siano riusciti ad intercettare alcunché…”.

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