emergenza: arrestati tre membri dell’acvc

3 10 2007

Andrés Gil, coordinatore dell’ufficio della ACVC a Barrancameja; Mario
Martinez, tesoriere della ACVC; Oscar Duque, membro del gruppo di lavoro
della sezione ACVC per la zona centrale del Magdalena Medio; Evaristo
Mena, membro della giunta di azione comunale della comunità La Poza,
comune di Cantagallo – tutti riconosciuti come leaders delle comunità
per più di due decadi nella regione del Magdalena Medio – sono stati
arrestati da agenti del DAS Sabato 29 Settembre e attualmente si trovano
reclusi a Bucaramanga (Santander).
Oggi, Martedì 2 Ottobre 2007 verranno resi pubblici i capi di imputazione.

 

 

Questi arresti fanno parte di un nuovo processo giuridico contro
l’associazione contadina. Processo che include la perquisizione sia
dell’appartamento che dell’ufficio regionale della ACVC a
Barrancabermeja nel corso di cui sono stati sequestrati tre computer con
undici anni di documentazione dei progetti della associazione, così come
la contabilità e, tra le altre cose, materiale scritto e fotografico.
Questo tipo di azioni fanno parte di una nuova offensiva dello stato per
disarticolare il processo organizzativo dei contadini del Magdalena
Medio e disgregare le iniziative di sviluppo comunitario e di difesa dei
diritti umani nella regione della Valle del fiume Cimitarra.

Questo attacco non è nuovo. Tutto questo fa parte di una serie di
pressioni dello stato colombiano contro la ACVC che hanno avuto luogo
già da qualche anno e che si sono manifestati in fatti come
l’inadempimento del governo agli accordi firmati durante l’esodo dei
contadini del Magdalena Medio nel 1998 e l’indolenza delle istituzioni
ad applicare misure cautelari sollecitate dalla Commissione
Interamericana per i Diritti Umani, col fine di proteggere i membri
dell’ACVC.

Inoltre bisogna ricordare il congelamento della figura giuridica che
costituì la Zona di Riserva Campesina della Valle del Rio Cimitarra –
territorio di proprietà collettiva riconosciuto con la legge 160 del
1994 (detta anche Legge di Riforma Agraria) equivalente alle riserve
indigene e ai territori collettivi delle comunità afrocolombiane –
nell’anno 2003.
Tale figura cerca sia di eliminare e di prevenire la concentrazione e
l’accaparramento della proprietà della terra, così come di facilitare
processi di redistribuzione al fine di evitare un frazionamento
antieconomico della stessa. In più regola la occupazione delle terre
incolte, dando priorità ai contadini con scarse risorse.
Per queste ragioni, ciò divenne un ostacolo all’esecuzione dei progetti
di estrazione recentemente accordati con la AngloGold Ashanti Mines e ai
finanziatori della monocoltura agroindustriale di palma da olio.

Tutto ciò senza contare che le azioni dell’esercito nella regione sono
state dirette contro la popolazione civile: uccisioni di contadini,
detenzioni arbitrarie, utilizzo di informatori, alleanza con i corpi
paramilitari, furti, torture e altre gravi violazioni dei diritti umani.

Rinnoviamo il nostro richiamo alla solidarietà convocando e invitando
tutti i nostri amici, i compagni e le controparti – in Colombia come nel
resto del mondo – a promuovere le seguenti iniziative:

• Promuovere un’interpellanza nel Congresso Colombiano sulla situazione
dei diritti umani nella Zona de Riserva Campesina del Valle del rio
Cimitarra;

• Realizzare attività di denuncia della situazione, cercando seguito e
appoggio politico in Canada, Stati Uniti, Europa e America Latina;

• Sollecitare un’ interpellanza in seno alla Commissione Interamericana
per i Diritti Umani della OEA, riesaminando il caso della persecuzione
contro la ACVC;

• Convocare una riunione nell’ambito del Parlamento Europeo e della
Commissione Europea per esporre le violazioni e le persecuzioni contro
la ACVC;

• Esporre ed evidenziare i casi degli assassinati, delle violazioni e
delle persecuzioni contro la ACVC di fronte alla OIT, la Organizzazione
Mondiale Contro la Tortura, la Commissione per i Diritti Umani dell’ONU
e la Corte Penale Internazionale;

Ancora una volta dobbiamo affermare che la libertà, l’integrità e la
vita dei membri dell’ACVC è unicamente responsabilità di coloro i quali,
come Governo, dovrebbero garantire i nostri diritti, invece che violarli
e perseguirci.

Associazione Contadina della Valle del fiume Cimitarra, Lunedì 1 Ottobre
2007


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