La Colombia che verra’…o no?

2 09 2007

Abbiamo scritto questo articolo di approfondimento sul tema delle fumigazioni per certi amici che non si decidono mai ad aggiornare il loro sito internet…cosi’ cominciamo a pubblicarlo proprio qui.

 

Bogota’, agosto 2007

E’ di questi giorni l’attesa dichiarazione del presidente Alvaro Uribe Velez secondo la quale il governo colombiano dara’, a partire dall’anno a venire, una svolta alla propria politica di contrasto alle coltivazioni illegali di coca nel proprio territorio.

Correva l’anno 1978, quando il governo dell’allora presidente Alfonso López Michelsen, cedendo alle pressioni del dipartimento antinarcotici U.S.A. avviava la prima di una lunghissima serie di campagne di eradicazione dei “cultivos” illegali di sostanze stupefacenti in Colombia.

Da allora molte cose sono cambiate: i “cultivos” di marihuana sono stati progressivamente sostituiti da piantagioni di coca ed oppio, cosi’ come parecchi tra i piu’ potenti pesticidi in commercio sono stati sperimentati e sostituiti nel corso delle fumigazioni aeree.

Paraquat, Trilopyr, Tebuthiuron, Glifosato, Imazapyr, Hexaxinona per citare gli agenti piu’ tristemente noti; i nomi dei pesticidi di cui il governo Colombiano si e’ dotato nel corso degli anni (grazie agli aiuti ricevuti dal congresso U.S.A.) sono inquietanti quanto gli effetti “collaterali” prodotti sull’ambiente e sulla popolazione civile dagli agenti chimici in essi contenuti.

Fumigazioni. Irrigazioni aeree realizzate con diserbanti e pesticidi (di natura chimica e organica) da flotte di mezzi militari appositamente attrezzati per operare con grande efficacia…ma scarsissima precisione, a giudicare dai risultati ottenuti.

Le fumigazioni investono infatti con costanza intere coltivazioni di sussistenza, villaggi e pascoli, contaminando le falde acquifere, devastando i raccolti e pregiudicando anche irrimediabilmente la salute delle popolazioni soggette al contatto con i principi contenuti nelle soluzioni irrigate.

Gli effetti a breve e medio termine che qui brevemente ricordiamo sono il frutto delle inchieste e delle denuncie che associazioni ed organi d’informazione indipendente hanno prodotto in trent’anni di politica delle fumigazioni mentre i media ufficiali rivolgevano lo sguardo altrove.

Allo stesso tempo la coca prendeva piede nelle campagne colombiane e tra i consumatori occidentali sino a raggiungere i ritmi attuali; in Colombia si produce oggi il 70% della cocaina mondiale.

La cocaina viene estratta da una delle piante in assoluto piu’ resistenti alle fumigazioni: impiega solo 30 giorni a ricrescere, su ogni tipo di terreno, e da subito sono disponibili le foglie per la lavorazione. Anche cosi` questa pianta ha potuto affermarsi in zone tanto disparate come unico rapido mezzo di guadagno per contadini desplazati costretti a ricominciare ogni volta da zero. Inoltre la domanda decisamente stabile permette alla coca di mantenere il primato tra le specie vegetali “stupefacenti” cui i narcotrafficanti mondiali potrebbero essere interessati.

Alla luce delle ultime notizie circa le fumigazioni che stanno attualmente colpendo il Sur de Bolivar ci preme infine sottolineare un aspetto differente della questione: emerge con crescente preoccupazione come il territorio colombiano sia stato e sia tutt’ora sfruttato come immenso laboratorio di sperimentazione di agenti chimici, debellanti ed antidoti, casualmente prodotti in massima misura da multinazionali statunitensi. Allo stesso modo parte del suo popolo veniva usato come cavia inconsapevole per testare prodotti di cui ancora oggi non possiamo conoscere gli effetti a lungo termine.

Tracciare un bilancio della “war on drugs” non e’ sicuramente cosa semplice, non solo per l’imponente mole di dati e informazioni raccolte sul tema in anni di indagini, ma sicuramente a causa dei complessi intrighi di potere, economia e controllo che da quarant’anni tengono in scacco il popolo colombiano, all’interno di una logorante guerra civile a bassa densita’.

Nonostante negli ultimi anni lo stato colombiano sia stato attraversato da grandi e piccoli cambiamenti (smobilitazione delle formazioni paramilitari, cambiamenti in seno ai movimenti guerriglieri e ai cartelli dei narcos, desplazamiento, effetti macroscopici del neoliberismo) non s’intravvedono, allo stato attuale, autentiche possibilita’ di risoluzione della crisi.

Orfani di un’informazione cronachistica e “poco intraprendente” non possiamo che ricominciare, attraverso l’indagine in prima persona, a ricercare motivazioni e interessi celati dietro anonime sigle quali Plan Colombia o Plan Patriota, dietro ai movimenti di corpi armati ed erercito nelle regioni rurali, dietro allo scandalo dell’inesistente ristrutturazione della politica colombiana e della mancata democratizzazione delle sue istituzioni.

Giusto una settimana fa, il presidente Uribe dichiarava che le fumigazioni aeree saranno progressivamente sostituite dall’eradicazione manuale. Ad un’analisi superficiale della notizia dovrebbe trattarsi di un deciso passo avanti rispetto alla politica delle fumigazioni, in seguito ai fallimentari esperimenti di diserbanti organici negli ultimi cinque anni; un altro punto di vista possibile e’ che si tratti dell’ennesima strategia del governo colombiano per continuare a non rispondere al grido delle associazioni campesine e indigene e per incrementare la gia’ massiccia presenza militare nelle regioni.

Da anni le associazioni propongono di fermare le eradicazioni d’ogni tipo e avviare un confonto sulla sostituzione ragionata delle piantagioni (processo che gia` molte comunita` compiono autonomamente), nel rispetto dei diritti umani, dei territori e delle loro produzioni culturali, e nel riconoscimento dei percorsi d’autodeterminazione delle comunita` indigene e campesine.

 

Per maggiori info in it:

http://link.autistici.org/bookmarks/diariocolombia/fumigazioni

Per maggiori info in sp:

http://www.mamacoca.org/FSMT_sept_2003/es/doc_pesticidas.htm


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