Antioquia: Eln libera silenziosamente due militari, scontri per le eradicazioni.

22 04 2008

La notizia è di ieri, ma ad esclusione di un comunicato della Croce Rossa (che ha ricoperto il ruolo di mediatore nella vicenda), e una brevissima sul sito di PeaceReporter, qui sembra non interessare a nessuno. L’Eln, guerriglia guevarista di Colombia, ha liberato unilateralmente due militari dell’esercito regolare sequestrati il 9 marzo scorso.

Il rilascio è avvenuto nel dipartimento di Antioquia, i due militari sono stati affidati alla Croce Rossa Internazionale che, attraverso le parole del comunicato rilasciato alcune ore più tardi, conferma la propria disponibilità a ricoprire nuovamente questo ruolo di mediazione tra le parti.

Rimaniamo nel dipartimento di Antioquia, per la precisione a Tarazà, dove nelle stesse ore in cui avveniva la liberazione, sono scoppiati duri scontri con la polizia in occasione di una manifestazione di un migliaio coltivatori di coca che protestavano contro le campagne di eradicazione promosse dal governo Uribe.

“Inversion social!”, quello che i Cocaleros affermano è la necessità di una conversione razionale e progressiva dei cultivos.

Specialmente nelle regioni dove la coltivazione della coca è la principale, o unica fonte di sostentamento, qualunque politica di contrasto del narcotraffico si rivela un’ipoteca sulla vita stessa delle famiglie che da queste piantagioni dipendono, nella misura in cui essa non è accompagnata dalla riconversione, da politiche agricole di sostegno alla produzioni locali e da una campagna d’informazione per la sovranità alimentare.

Non si può vincere la schiavitù della coca senza offrire alternative alle popolazioni che dalla lavorazione di questa pianta traggono l’unica fonte di sostentamento…un argomento che continua a non interessare al governo Uribe; troppo impegnato a scovare documenti su documenti nel computer del vice-comandante delle Farc, Raul Reyes, ucciso nel corso di un’azione militare sconfinata in territorio Ecuadoreño, il primo di marzo. Ci torneremo.





Orvieto, la Betancourt cittadina onoraria e il governo-paramilitare.

20 04 2008

Laddove tutto tace nuovamente nella grande politica, qualcuno le tenta tutte a livello locale…

Se la Betancourt fosse dichiarata “cittadina onoraria” dal consiglio comunale, il sindaco potrebbe fare pressione sul presidente Uribe, per attuare tutte le misure possibili per la liberazione della concittadina…Nasce così l’idea del direttore dell’agenzia di stampa ArabicaReport, preso supportato da un nutrito gruppo di cittadini di Orvieto, pratiche avviate ed iniziativa raccolta dal parlamentare di turno.

L’iniziativa insomma è stato già recuperata, forse, dalla politica dei professionisti nonchè raccolta dal portale ufficiale per la liberazione della Franco-Colombiana reperibile all’indirizzo AgirPourIngrid. Chissà che non sia persa l’occasione di una riflessione laica e ponderata sul tema dei sequestri da una parte, e del riconoscimento politico delle forze belligeranti dall’altra.

Peccato che la notizia serva a sovrastare e non a rilanciare un’altra notizia di queste ore: le dichiarazioni di Rafael Garcia, già agente segreto, oggi sotto processo per collusione col paramilitarismo e che dal banco degli imputati punta il dito contro lo stato Colombiano.

Lo stesso stato che, a detta di Garcia, sarebbe colluso in profondità con il fenomeno paramilitare, fino alle più alte leve di comando. Come afferma l’articolo sul tema di PeaceReporter circa 60 parlamentari Colombiani (in buona parte dello schieramento Uribista) sarebbero oggi accusati di collusione col paramilitarismo.





In Colombia pure il vulcano non ne può più.

17 04 2008

Dell’indecisione della comunità internazionale, del fallimento della missione “umanitaria” Francese ordita da Sarkozy per nascondere i problemi in politica interna, dell’ottusità di chi crede di poter restare sulla cresta dell’onda mediatica attraverso la politica dei sequestri non ne può più nemmeno il Nevado del Huila.

Se ne sono accorti innanzitutto i 15000 sfollati, a causa dell’eruzione del vulcano andino. Un segnale qualcuno doveva pur darlo, ed il “Nevado” non ci ha visto più l’altro ieri…detto questo gli abitanti della zona non ne hanno voluto sapere di spostarsi troppo, così, indifferenti ai divieti imposti dalle autorità locali, in molti sono già tornati alla proprie case.

E’ sempre così, qualcuno urla per rompere l’assordante silenzio, gli altri si girano sbigottiti…ed indifferenti tornano alle proprie case, incuranti del pericolo.

A quest’indirizzo un video su quanto accaduto realmente in questi giorni sul Nevado De Huila.





Colombia: donne e sindacalisti contro discriminazione e violenza

15 04 2008

E’ tempo d’iniziative, questo si era capito…così anche questa settimana apriamo rilanciando un paio di “appuntamenti colombiani” che si terranno in settimana nell’orrida città di Milano:

Venerdi 18/4: Cena a menù Colombiano a sostegno del Progetto Fuego de Paz – presso Arci Metromondo in via Ettore Ponti, per ulteriori contatti, costi ed info: a.camposampiero@sdlintercategoriale.it

Nel corso della serata Presentazione del progetto con CARMELIS ARRIETA SUAREZ del Colectivo Horizonte de Paz  – mostra fotografica – video – artigianato colombiano

Martedi 22/4: INCONTRO PUBBLICO presso Negozio civico ChiamaMilano di largo Corsia dei Servi 11 – ore 21:00 -intervengono:

Carmelis Arrieta Suarez del Colectivo Horizonte de Paz

Guido Piccoli – giornalista

Introduce: Anna Camposampiero – Gruppo Internazionale SdL Intercategoriale

Le due iniziative sono promosse da: SdL Intercategoriale, Colectivo Horizonte de Paz – Onlus, Donne in Nero Milano, Coordinamento Nord-Sud del Mondo, Associazione Italia-Nicaragua.





Fumigazioni e Colombia: un binomio duro a morire…

8 04 2008

Fatte salve le chiacchiere (perchè di questo si tratta), sull’opportunità dell’eradicazione manuale come moderna strategia di contrasto del narcotraffico dilagante, ci piacerebbe ripartire proprio da questo tema per la nuova “versione” della nostra a-periodica rassegna “stramba” di fatti e misfatti dal continente a Sud. Una selezione di articoli breve breve per tornare di fumigazioni, schiavitù della coca e politiche di contrasto ai “cultivos” dopo tanto tempo…

- 30marzo FuoriLuogo: VISTO DA VICINO: IL RAPPORTO INCB 2007

- 9marzo PoliticamenteCorretto: La Colombia sfoggia l’ascia di guerra (Tito Pulsinelli)

- 4marzo Ips: ECUADOR-COLOMBIA – Nessuna soluzione in vista per la crisi

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ne abbiamo già accennato da queste parti: 1, 2. Alcune informazioni per approfondire il tema le potete invece trovare o a questa pagina (social bookmark)





Sicurezza e libertà d’informazione – presentazione del libro “Sotto pressione”

6 04 2008

Bentornati su DiarioColombia.

Oggi vi proponiamo un’iniziativa, dall’eloquente titolo “Sicurezza e libertà d’informazione”, che si terrà settimana prossima a Milano, per la precisione mercoledì 9, a Palazzo Isimbardi (via Vivaio 1), alle 20.30.

Durante l’incontro sarà presentato il libro “Sotto Pressione – il giornalismo in Colombia prigioniero di guerriglia, narcotraffico, paramilitari e governo”. Di seguito il volantino dell’Osservatorio Informativo Indipendente sulle Americhe “Selvas.org“, che ha sviluppato il progetto del libro (a cura di S.Neri e M.Iglesias) in collaborazione con Information, Safety and Freedom e l’associazione Traduttori per la pace.

Durante l’incontro di Mercoledi verrà proiettato uno stralcio del documentario tratto dalla serie “Contravia”, ospite d’eccezione il giornalista Hollman Morris.

A questo indirizzo potete trovare la scheda del libro.





Colombia: il volo della speranza, il sociale e l’umanitario.

4 04 2008

Viallacoublay-Colombia, è partito ed atterrato il volo della speranza organizzato dal terzetto Francia-Spagna-Svizzera. La missione, capitanata appunto dal presidente Sarkozy, ha lo scopo dichiarato di dare una svolta al processo di mediazione del concerto LatinoAmricano con la prospettiva di liberare la diplomatica franco-colombiana Ingrid Betancourt (sulla cui salute congiutture e riflessioni si accavallano da tempo), ostaggio eccellente delle Farc da più di sei anni.

L’altra missione “di salvataggio”, quella del prete Luis Hernando Betancurt, è salita agli onori della cronaca di tutto il mondo, dopo l’aggressione subita dal suo promotore all’interno della parrocchia di Maria Auxiliadora di San Jose’, nel Guaviare. Diverse fonti affermano che Betancurt, curiose analogie di cognome a parte, sarebbe fuori pericolo nonostante le coltellate subite al braccio, al torace ed alla schiena, da parte da parte dell’aggressore. Anche quest’ultimo tentativo di trattativa, un’iniziativa promossa dal vescovo del Guavaire, Guillermo Orozco, s’inserisce nel quadro delle cosiddette “campagne umanitarie” che da più parti stanno prendendo piede nelle ultime settimane in favore della liberazione dell’ex candidata Betancourt. Ugo Chavez per una volta rincorre, si attacca al telefono, e ricorda a tutti che lui è l’uomo giusto…nel caso serva una mano. 

Verrebbe da interrograsi sull’ingenuità di tutta quest’attenzione sul tema Betancourt, e dell’opportunità di catalizzare ogni minuto di sensibilità mediatica ritagliato al paese Colombia, sulla liberazione di una singola persona, una diplomatica di primo piano e di origine europea. Il tema è sicuramente scottante e le parole come sempre scivolose, quello che intendo è che viene difficile accettare la casualità di questa opzione, un’opzione tutta politica che porta necessariamente a dimenticare, ponendole in secondo piano, le iniziative promosse dai movimenti delle vittime e di resistenza al fenomeno paramilitare ed alla parapolitica in genere (a questo proposito si legga un articolo di alcuni giorni fa di GiornalismoPartecipativo).

Insomma, tanto di nuovo e niente di nuovo…continuiamo a spaventarci di fronte a quei movimenti che si battono per aggregare intelligenze (attraverso un costante lavoro di recupero della memoria e una serrata critica sociale), e riponiamo tutte le nostre speranze nel progetto diplomatico di turno, purchè si fregi dell’appellativo di “umanitario”.

Imprescindibile.