Appello urgente in difesa delle associazioni per i diritti umani in Colombia

28 03 2008

Sulla scorta della mobilitazione del 6 marzo, e delle successive intimidazioni subite da rappresentanti dei movimenti per la difesa dei diritti umani e contro il paramilitarismo, volentieri aderiamo all’appello (la nostra prima volta..) e ne ripubblichiamo il testo:

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I sottoscritti sono estremamente preoccupati per l’immediato pericolo di vita nel quale versano centinaia di dirigenti di associazioni in difesa dei diritti umani colombiane che hanno organizzato la grande manifestazione contro il Terrorismo di Stato in Colombia dello scorso sei marzo, alla quale hanno preso parte attiva centinaia di associazioni della società civile colombiana e oltre 300.000 persone.

A seguito delle dichiarazioni del consigliere del presidente Álvaro Uribe, José Obdulio Gaviria, che ha bollato la manifestazione come “organizzata dalle FARC”, gli squadroni della morte del gruppo paramilitare che firma le proprie azioni come “Aguilas Negras” hanno assassinato in rapida sequenza quattro dirigenti sindacali e di ONG che avevano promosso la manifestazione, ne hanno sequestrati altri due, minacciato direttamente altri 40, mentre decine di altri versano in immediato pericolo di vita.

Ci uniamo pertanto al MOVICE (Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato) e a decine di altre sigle della società civile colombiana, nell’esigere le dimissioni di José Obdulio Gaviria, personaggio da più parti accusato di essere organico sia al paramilitarismo che al narcotraffico, ma che continua ad essere tra i più stretti collaboratori del presidente Álvaro Uribe.

Chiediamo inoltre ai governi Leggi il seguito di questo post »





Colombia: Corso di Formazione per Volontari Internazionali

27 03 2008

Dopo un’immeritata settimana di latitanza, torniamo a solcare la grande rete per rilanciare il Corso di Formazione per Volontari Internazionali che, Ipo – International Peace Observatory, propone anche quest’anno. Qualcuno si ricorderà che DiarioColombia è nata proprio così, sicchè…

Corso di Formazione per Volontari Internazionali

Stiamo organizzando corsi di formazione per volontari internazionali interessati a collaborare con IPO sul campo, in Colombia.
Un’ esperienza formativa fondamentale per chiunque sia interessato a sperimentarsi e conoscere il mondo del volontariato internazionale attraverso la cooperazione da basso.

Il periodo dei corsi di formazione è previsto per :

– l’inizio di APRILE per le partenze di APR-MAG-GIU
– fine GIUGNO per le partenze LUG-AGO-SET
– fine SETTEMBRE per le partenze SET-OTT-NOV

In corso è gratuito, la durata è di 3 giorni (full-time) e vi si accede previa iscrizione ( alla mail ipoitalia@anche.no), compilazione del questionario e selezione.

Alla base della formazione c’è l’interattività, per questo è fondamentale assicurare che i volontari arrivino già preparati su alcuni aspetti, o cmq non totalmente ignoranti.
Per questo motivo vi invitiamo a consultare il sito di IPO e il suo nuovo strumento di formazione:
L’ IPOWIKI uno spazio per lo scambio delle informazioni sulla storia della Colombia attraverso un lavoro collettivo e condiviso. Uno spazio utile ai volontari dove incontrare dati per la formazione e scambiare le proprie conoscienze.
Se sei interessato leggi il materiale che sta sul sito e clicca questo link e contattaci subito

www.peaceobservatory.org | info@peaceobservatory.org | Telefax: +57 1 218 8391 | Móvil: +57 310 3217549




Le conseguenze del 6 marzo..

17 03 2008

Le notizie invecchiano velocemente, più di quanto possiamo credere noi che le inseguiamo, approfondiamo, cerchiamo un senso, elementi che ci permettano di dare un’interpretazione… noi che, insomma, non ci fermiamo ai titoli dei free press che intasano le nostre metropolitane..

Le notizie invecchiano così velocemente che capita di dimenticarsi di uno dei dogmi che, spesso e volentieri governano il comportamento umano: ad ogni causa segue un effetto, non c’è azione senza reazione.

Così è andata anche per noi, rispetto a quanto successo il 6 Marzo in quel di Bogotà ed in altre 74 città del mondo.

Marcia contro i crimini di stato, ad un mese da quella promossa dagli apparati più o meno governativi, più o meno invischiati in strane faccende di paramilitarismo e narcotraffico, finanziamenti e accordi segreti o meno, il Movimento delle vittime dei crimini di stato ha organizzato 24 marce nella sola Colombia (qui un articolo di analisi che abbiamo tradotto qualche tempo fa), per affermare con forza che la violenza deve cessare, qualsiasi violenza, per ricordare che il nemico in Colombia è la guerra, è l’impossibilità di avere una vita degna, sono i morti ed i feriti, che non si fanno solo sparando..

Parlavamo di rapporto causa-effetto.

Il Governo Uribe, nel conflitto colombiano, si trova a fronteggiare una grande ondata di dissenso, da sempre repressa -lontano dai riflettori- con l’ausilio di paramilitari e delle violenze più efferate.

Questo a Bogotà, forse, sarebbe stato più difficile in un momento in cui la Colombia si trova puntati gli obiettivi mediatici di buona parte del mondo occidentale -quello da cui Uribe non può permettersi di perdere sovvenzionamenti-, vuoi per la tensione con il Venezuela, vuoi per le liberazioni degli ostaggi, vuoi per l’uscita del libro della Betancourt e le voci sulla sua malattia e sulla sua possibile liberazione.

Il governo Uribe, però, si sa, non ha mai brillato per trasparenza e correttezza, innanzitutto nei confronti dei suoi cittadini.

Così, ancora una volta, la manovra è stata viscida e sottile, non certo una plateale dimostrazione di forza.

Fin da febbraio i grandi media travisano completamente il senso della marcia, Uribe mette in atto la solita strumentalizzazione, il dissenso diventa terrorismo.

Ma agli organizzatori, ai vari portavoce del movimento delle Vittime iniziano ad essere recapitate mail e lettere contenenti minacce di morte, su alcune delle loro case si spara, alcuni sono vittima di attentati, altri semplicemente spariscono, per essere ritrovati morti qualche giorno dopo.

Questo dimostra che il paramilitarismo esiste, vivo e vegeto, alimentato da tutti coloro che hanno interesse a mantenere la Colombia in uno stato di caos per saccheggiarne ogni ricchezza, per prosciugarne la linfa vitale e rivenderla a noi serenissimi pargoli occidentali, tra sabati sera in discoteca e caffè del mattino, tra banane a colazione e petrolio nella nostra nuova Micra..

Un saluto a chi ha dato la vita perchè la marcia del 6 marzo si facesse, perchè chi vive da 50 anni in una guerra civile mai riconosciuta potesse dire agli altri 7 miliardi di coinquilini su questo pianeta ” Ora basta!”..





4 febbraio o 6 marzo?

17 03 2008

Pubblichiamo un articolo tradotto qualche tempo fa ma rinvenuto solo ora tra cartelle e cartelline dei nostri computer..ci scusiamo per il ritardo ma ci pare un buon momento per accendere una piccola riflessione sulla complessità del contesto colombiano.

L’autore, editorialista de “El Tiempo” lancia una proposta, un punto di vista particolare e differente, quello di chi vive una guerra civile da più di 50 anni ma non si trova vicino a nessuna delle due forze contrapposte, punto di vista condivisibile quanto tacciabile di qualunquismo..

a voi le riflessioni..

La terza forza

Se quelli del 4 erano di destra e quelli del 6 di sinistra, che siamo noi che avremo partecipato ad entrambe le marce?
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Colombia – Venezuela: l’incontro c’è.

15 03 2008

L’incontro c’è.

Su richiesta del Venezuelano Chavez, e per comunicazione del Colombiano Uribe, l’incontro tra le due potenze SudAmericane, per riconciliare le tensioni delle scorse settimane, si terrà a breve termine.

In soldoni i due avrebbero “rinnovato il loro impegno di commercio e di mutua collaborazione in modo da evitare che l’una o l’altra nazione siano vittime di gruppi violenti, qualunque sia la loro origine”, “ribadendo la disponibilità alla cooperazione per evitare aggressioni di qualsiasi tipo”.

Cogliamo la lieta (?!) notizia per aggiornarvi, attraverso le parole di Rotta a SudOvest e restando in tema, circa il concerto per la riappacificazione cui parteciperà Uribe, ma…

A presto.





Alla ricerca di Colombia navigando nella BlogoSfera…

13 03 2008

Prendiamo ancora parola per farvi fare un giretto tra i blog e siti d’informazione, o chiacchiericcio, che ci hanno incollato allo schermo in questi ultimi giorni parlandoci di Colombia con la giusta passione, magari facendoci poi impazzire d’interesse come di rabbia e disillusione…

Il Dipartimento di Stato Usa ci parla dei successi inanellati dall’amministrazione Uribe in relazione alla potenziale violazione dei diritti umani costituita dal tentativo referendario naufragato in Venezuela; ad ironizzare sulle dichiarazioni nordamericane ci pensa invece LATAM.

PolisBlog torna a parlare della Betancourt e della ferita apertasi in America Latina; allo stesso tempo un’altra crisi annunciata (e sbandierata assai), imperversa nelle pagine virtuali della blogosfera: quella delle Farc, colpite in sequenza ai vertici dell’organizzazione nell’arco di due settimane veramente calde; ce ne parla per tutti il blog Mass Media e Informazione.

AnnalisaMelandri ripubblica un articolo di Gian Antonio Stella che critica aspramente le parole del deputato Ramon Mantovani (di cui abbiamo pubblicato alcuni contributi tratti da RadiOndad’Urto), spese in memoria del guerrigliero e diplomatico Raul Reyes (cui più volte abbiamo fatto riferimento negli ultimi giorni). Chi ci propone invece un interessante parallelo tra la politica nostrana e quella made in SudAmerica, con un’inflessione in salsa mediorientale è GiornalismoPArtecipativo.

Ancora due link: Juanes, cantante Colombiano alle prese con un concerto per la fratellanza tra i popoli fratelli di Colombia e Venezuela in quel di Cucuta…ve ne abbiamo parlato, anche di Cucuta, e parecchio tempo fa, a questo proposito! Leggi il seguito di questo post »





La tensione si stempera, forse no..guerra alle porte, forse no

13 03 2008

Un’altalena vertiginosa; non trovo un’idea più precisa per restituire un’immagine propria, al paese che proviamo a raccontare attraverso le pagine di questo blog. Un’altalena percepita e narrata attraverso il medesimo filtro: lo schermo di un computer portatile. Certo ci sono le telefonate, le newsletter, qualche incontro e tutto il resto; ciò non toglie che sono passati quasi quasi sei mesi dal nostro ritorno da Bogotà, sei mesi ad inseguire appunto una narrazione impossibile…

E c’è voluto il derby America-Deportivo Calì, ed in particolare il suo 82′minuto, questa settimana per tornare a parlare di Colombia; la rissa che ha oscurato la partita (oltre all’assassinio di Ivan Rios), si è conclusa infatti con 87 feriti.

Come trovare le parole giuste per raccontare come muore un altro uomo eccellente delle Farc-Ep, il secondo appartenente al Segretariado dopo Reyes, in soli dicei giorni? Muore, con una mano mozzata (a riprova della sua identità), sotto i colpi di Pablo Montoya.

Montoya guerrigliero pentito, infame o collaboratore di giustizia; Montoya alias Rojas, Montoya a sostenere che non solo la guerriglia non libererà Ingrid Betancourt ma riserverà ai tre Statunitensi in ostaggio il medesimo trattamento riservato dal governo Usa al combattente Simon Trinidad, all’anagrafe Ricardo Palmera e una condanna di 60 anni da scontare.

Le confessioni di un presunto “pentito” rinsavito a dollaroni lasciano il tempo che trovano e scuotono allo stesso tempo la foga mediatica ben più del ferimento del successore del sopra-citato Reyes, attualmente ricoverato per ferite d’arma da fuoco.

Chiudiamo con tre brevi approfondimenti:

_su University.it le ripercussioni sui paesi andini della crisi in corso

_su VeroSudAmerica la posizione del messico nel conflitto

_Msf denuncia i media ed il trattamento delle crisi umanitarie





Facciamo un gioco? giochiamo alla guerra – 2

11 03 2008

Seconda parte: vi invitiamo a leggere e confrontare due brevi riassunti dei fatti di questi giorni; ci riferiamo in particolare alla settimana di crisi diplomatica, dell’evoluzione delle ultimissime ore parleremo in un prossimo post, ahimè, ancora in preparazione.

Le due strisce, così paradossalmente lontane l’una dall’altra, narrano gli stessi identici fatti letti attraverso i media ed il rapido processo di produzione-consumo della “notizia”. Sembra difficile credere che si riferiscano ad uno stesso accadimento, non è che un primo esempio di come sia possibile indirizzare, spostare, plagiare l’opinione pubblica attraverso il “sistema-informazione”. Ci ripetiamo, non stiamo assolutamente dicendo “la verità sta nel mezzo”…ma questo l’abbiamo già scritto.

_Riassumendo: Chavez avrebbe finanziato con l’equivalente di 200 milioni di euro le Farc, lo proverebbero documenti trovati nel computer e nell’accampamento del loro secondo uomo, Raul Reyes, successore di Tirofijo (e marito della figlia), morto nel corso dell’operazione; la stessa sorte è toccata ad altri 16 terroristi.

L’operazione contro il Frente 48 è stata condotta con particolare attenzione a non violare lo spazio aereo dell’Ecuador , come ben spiegato dal ministro della difesa Colombiano Juan M. Santos. Uribe ha annuciato che denuncierà presto il presidente Venezuelano ed Ecuadoreño di complicità con le Farc, accogliendo con piacere il sostegno del presidente Usa.

_In altre parole: L’incursione illegittima dell’esercito Colombiano in territorio Ecuadoreño, di pochi giorni fa, ha seriamente compromesso il processo di mediazione per la liberazione Leggi il seguito di questo post »





Rassegna radiofonica di informazione LatinoAmericana.

9 03 2008

Guido Piccoli, Raul Mantovani, Tito Pulsinelli, Diletta Varlese.

Ripercorriamo la crisi diplomatica che si è aperta, e solo in parte ricucita nelle ultime due settimane, attraverso le corrispondenze di Radio Onda d’Urto e dei suoi collaboratori. Ringraziamo a questo proposito anche Selvas.org e l’agenzia AndinaMedia.

Un archivio minimo e composito di voci, forse poche risposte, di sicuro alcune domande interessanti.

Mar. 06 Ore: 13.33 – COLOMBIA: LE RIFLESSIONI DI RAUL MANTOVANI SULL’ UCCISIONE DI RAUL REYES
Vi propoponiamo le riflessioni di Raul Mantovani, parlamentare di rifondazione comunista da anni impegnato per un processo di pace nel conflitto tra governo e Farc. Ramon aveva conosciuto Raul Reyes, il guerrigliero delle Farc ucciso nell’attacco colombiano in territorio venezuelano lo scorso fine settimana. – Il contributo audio.

Mar. 03 Ore: 18.28 – TENSIONE CON LA COLOMBIA DOPO L’INCURSIONE MILITARE IN TERRITORIO ECUADORIANO
[...] Il presidente dell’Ecuador , Correa, ha definito un oltraggio l’operazione colombiana e ha chiesto l’intervento dell’organizzazione degli stati americani e del consiglio di sicurezza dell’onu. Dall’altra parte il governo filoamericano della colombia ha sostenuto di aver agito per legittima difesa e di non avere violato la sovranità dell’ecuador: ma qual’è stato il vero obbiettivo di questa operazione militare che cancella ogni spazio per un processo di pace? sentiamo le opinioni di Guido Piccoli, giornalista che ha vissuto a lungo in Colombia e autore del libro Colombia, il paese dell’eccesso; Diletta Varlese dell’agenzia di informazione indipendente Andina media e Tito Pulsinelli, nostro corrispondente da Caracas e collaboratore di Selvas.org Leggi il seguito di questo post »





No à la guerra – 1

9 03 2008

In questi giorni di tensione stemperata, in attesa di continuare il discorso sospeso dall’articolo precedente, ci piaceva l’idea di seguire traducendo alcuni contributi tratti da Indymedia…Il primo, a firma collettiva “Anarchici ed antimilitaristi del Latinoamerica e del Caribe”, è parte di un appello composto di due documenti e di cui stiamo svolgendo la traduzione; li potete trovare entrambi in castigliano su Indy-Lombardia.

Contro la minaccia di un conflitto armato che coinvolge i governi della Colombia, dell’Ecuador e del Venezuela, noi, anarchici e antimilitaristi del continente, cominciamo a mobilitarci a parole e a fatti per ripudiare quella che si prefigura come una mostruosa aggressione del potere statale contro i nostri popoli. Ecco due documenti che chiamano ad opporsi ad una simile barbarie.

1. Dichiarazione degli antimilitaristi del Latinoamerica: Non abbiamo bisogno di un’altra guerra!

Non abbiamo bisogno di un’altra guerra. Noi, obiettori ed obiettrici di coscienza e antimilitaristi di Ecuador, Colombia, Venezuela e di tutta l’America Latina e del Caribe, uniti, ci rifiutiamo con decisione di partecipare ad una scalata bellica che sfoci in una guerra che, di nuovo, indende dividerci. Ne abbiamo già abbastanza della fame, della corruzione, del militarismo esacerbato, dell’indegno costo della spesa militare, dell’insicurezza delle nostre vite, del continuo schiaffeggiare i diritti umani da parte dei nostri governanti, per permettergli di regalarci un nuovo conflitto armato. Leggi il seguito di questo post »