Colombia: i commenti del giorno dopo…

29 02 2008

Il giorno dopo cambia tutto e forse nulla, i riflettori tornano ad accendersi sulla Colombia e le sue Farc, sull’accordo umanitario e sulle polemiche Chavez-Uribe…

Più d’ogni altra cosa, archiviati i quattro ex-parlamentari liberati ieri, sono tutti in apprensione per le sorti di Ingrid Betancourt, che sembrerebbe gravemente ammalata di epatite b a quanto riferisce Gloria Polanco. Sarkozy, nel corso di una conferenza stampa a Johannesburg si sarebbe detto disposto ad andare a cercarla, lo stesso Chavez ha telefonato ieri al capo delle Farc Marulanda con la richiesta che la massima attenzione sia prestata alle sue condizioni fisiche, in attesa del fatidico giorno della liberazione.

Spostandoci sulle dichiarazioni della fazione opposta le Farc hanno annunciato la fine temporanea dei rilasci unilaterali di ostaggi, per proseguire con l’ipotesi di accordo umanitario la prima guerriglia di Colombia crede sia giunto il tempo per il governo Uribe di dimostrarsi pronto a dialogare. La prima richiesta concerne la smilitarizzazione dei municipi di Florida e Pradera che, nell’arco di 45 giorni, dovrebbe permettere alla comunità internazionale di seguire nella mediazione tra le parti.

Luis Eladio Perez, ex-senatore liberato in giornata, ha fatto anch’egli pressione sul presidente Uribe perchè il governo s’impegni per una soluzione politica, l’unica via praticabile a detta di Perez. Lo stesso Perez ha speso alcune parole in ricordo della Betancourt che afferma d’aver incontrato per brevissimo tempo meno di un mese fa; le sue dichiarazioni confermerebbero le gravi condizioni di salute dell’ex-candidata.

In ultimo citiamo nuovamente il presidente Venezuelano Chavez che dopo aver contattato in questi giorni i governi di Argentina, Ecuador, Brasile e ovviamente quello Francese, ha dichiarato ieri di puntare molto sulla costruzione di un blocco di paesi amici e solidali per sostenere il processo di mediazione da lui diretto.





Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán y Jorge Eduardo Géchem.

27 02 2008

La notizia è di poco più di un’oretta fa.

Gloria Polanco, Luis Eladio Pérez, Orlando Beltrán e Jorge Eduardo Géchem sono stati liberati oggi, e consegnati ad una delegazione della Croce Rossa in stretta collaborazione con i mediatori Venezuelani, tutte le info ai seguenti indirizzi…

Gennaro CarotenutoRepubblica.itPeaceReporter





Colombia: liberi oggi gli ostaggi?

27 02 2008

Secondo le dichiarazioni del ministro dell’interno Venezuelano Ramon Rodriguez la giornata di oggi potrebbe essere decisiva per la liberazione di altri ex-parlamentari in mano alle Farc, il governo di Caracas sarebbe infatti a conoscenza del luogo deputato per il rilascio dei quattro; lo confermano anche fonti del governo Uribe per bocca del ministro della Difesa Juan Manuel Santos che ha garantito la totale sicurezza dei soggetti coinvolti nello scambio.

La tensione col Venezuela, protagonista indiscusso della mediazione, è però salita in un vortice di accuse reciproche. In particolare da parte Venezuelana si accusa Uribe di non aver attenuato la massiccia presenza militare nella zona coinvolta dal rilascio degli ostaggi; nella giornata di ieri è stato infatti arrestato nel Boyaca Hely Mejia, considerato uno dei più influenti dirigenti delle Farc…operazione che non ha di certo facilitato la delicata fase di queste ore.

Fu lo stesso Rodriguez a suggerire la giornata di oggi per il rilascio, a sei anni dalla data del sequestro.

Torniamo a pensare, in attesa di sapere, in attesa di capire…

Le fonti: 1, 2

Le altre notizie del giorno:

Sperare per Tutti ci parla di Lettera dall’inferno, il libro scritto dalla Betancourt ed edito per l’Italia da Garzanti mentre con l’articolo di oggi di Annalisa Melandri torniamo con la mente alla marcia del 6 marzo prossimo. In ultimo ma non meno importante un approfondimento tratto dal sito della rivista Carta dal titolo “L’indifferenza pesa più delle catene“.





L’anniversario di Ingrid, e le notizie della “semana”.

26 02 2008

Tre giorni fa cadeva “l’anniversario” dei 6 anni dal rapimento di Ingrid Betancourt, con inevitabile profusione di articoli di indignazione e l’augurio che tutto si concluda per il meglio. A ben vedere c’è un passaggio, in tutta questa storia, che giornalisti e commentatori vari sembrano costantemente dimenticare. Nell’impercettibile scarto che separa desideri e realtà c’è tutta la storia (cronologia) di questo insolito sequestro ed il ruolo che, a sei anni di distanza, esso rappresenta per l’organizzazione armata delle Farc…a breve pubblicherò un articolo sull’argomento, intanto aggiornatevi con quest’ultimo numero della nostra rassegna stramba. Mentre l’UE, approfittando dell’attenzione mediatica sul tema, pubblica un improbabile appello per la liberazione unilaterale di tutti gli ostaggi, seguono i preparativi della giornata di mobilitazione del Movimiento de Victimas, indetta per il 6 marzo (ne abbiamo parlato qui e qui).

Un interessante articolo di LatinoAmerica ci parla della reazione dei più importanti paesi dell’america Latina alla dichiarazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo. Indipendenza subito approvata dall’Italia che, per la terza volta in quindici anni, si attesta”paese capofila” (a braccetto con Germania e Vaticano) nel sostegno a progetti d’indipendenza che nulla hanno a che vedere con il rispetto delle norme del diritto internazionale e la pacificazione dell’area balcanica.

Popolazioni già duramente provate da divisioni etniche, politiche e religiose (ri-emerse violentamente con la caduta della Federazione Jugoslava) permangono in balia dei capricci dei nostri leader politici, e ancora più economici; l’indipendenza Kosova riproduce così il modello del “precedente-non-precendente”, come dire che la politica internazionale si può gestire con la filosofia: “a sto giro è andata così, ma non capiti mai più”…così la Slovenia nel ‘91, così la Croazia sul finire del secolo.

Mentre gli Stati Uniti ratificano la scelta per opportunità politica, arrivano i “No” dai paesi del sud del continente, perché? Leggetevi l’articolo.

Secondo l’agenzia AdnKronos (23/2) un portavoce delle Farc avrebbe annunciato la liberazione, ormai prossima, dell’ex-senatore Jorge Eduardo Gechem attraverso la mediazione Venezuelana, resa però incerta dalle operazioni militari in corso da parte Colombiana.

Infine l’approfondimento di GiroDiVite sul problema irrisolto dell’utilizzo di bambini negli scenari di conflitto; andiamo a concludere con la “storia” di David Bohn, militare olandese al servizio della lotta alla guerriglia in Colombia…o no? Ce ne parla qui Bogotalia.





Breve rassegna stampa…Colombiana

22 02 2008

Torniamo (dopo diversi giorni!) ad aggiornarvi su quel che accade in Colombia, attraverso le pagine dei siti internet che abbiamo scovato questa settimana.

dsc_01350001.jpgIl primo documento è forse il più interessante della selezione: è un video tratto da CorriereTv, che riassume in un paio di minuti gli intensi scontri di questi giorni tra cocaleros e forze dell’ordine; i coltivatori si oppongono alle campagne di eradicazione manuale (che si vanno via via avvicendando alla politica delle fumigazioni da un annetto a questa parte), e dalla bocca di un portavoce spiegano le loro buone ragioni, il video lo trovate qui.

Con un audace salto tematico vi suggeriamo di buttare uno sguardo sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri francese (Kouchner), il quale afferma che la liberazione di un quarto ostaggio sarebbe vicina; e a proposito di sequestri vi invitiamo a leggere questa “brevissima” di PeaceReporter sulla marcia dei poliziotti disabili partita oggi a Medellin, i venti reduci di scontri a fuoco con le Farc manifestano per riportare l’attenzione sui 180 colleghi attualmente in mano alla guerriglia, trovate qui l’articolo.

Per concludere vi lasciamo con un interessante approfondimento di NuovAmerica sull’anniversario della strage paramilitare alla comunità di pace di San Josè de Apartador
, e la traduzione dell’appello del corteo che si terrà a Bogotà il 6 marzo prossimo, organizzato dal Movimiento de Victimas in ricordo delle vittime di parapolitica e paramilitarismo

…una manifestazione che seguiremo più da vicino nei prossimi giorni, con un occhio di riguardo alle specificità che la differenziano dal corteo internazionale del 4 febbraio scorso.

Keep in contact.





Colombia: El Ritmo del Barrio

21 02 2008

Non ne abbiamo ancora parlato, da alcune settimane a questa parte Ipo Comunicacion sta conducendo in collaborazione con Radio BlackOut di Torino una trasmissione radiofonica di approfondimento sulla Colombia. Le prime due puntate sono finalmente on line, le potete trovare su Reporter Libertario…o qui sotto. In alternativa potete collegarvi in streaming ogni domenica alle 18 a questo indirizzo, per ascoltare la diretta.

_In questa prima puntata un piccolo excursus storico sulla Colombia. Descriveremo poi il tipo di lavoro che abbiamo in questi anni sviluppato nel paese, raccontando cos’è l’Osservatorio Internazionale di Pace (IPO) e in particolare quali sono stati i progetti di comunicazione e informazione. –> scaricala qui!

_La seconda puntata è dedicata alla libertà d’informazione in Colombia e ai progetti di media indipendenti. Si parla anche della repressione nel Magdalena Medio e della neonata coordinazione del movimento agrario e popolare, sfociata nelle strade con la prima grande manifestazione nazionale di Ottobre 2007. –> scaricala qui!

Approfitto per ringraziare del gran lavoro svolto per la trasmissione da Max, Prx B_S, Mall





Indy-Colombia: E le altre vittime? Le altre atrocità?

19 02 2008
Rodrigo Uprimny, direttore di DeJuSticia (*), argomenta che la giusta condanna della pratica del sequestro da parte delle Farc non deve rendere invisibile le altre vittime e gli altri carnefici.

 

dsc_15350001.jpgLe prove di sopravvivenza dei sequestrati in mano alle Farc sono risultate anche prove di ignominia, poiché hanno mostrato quello che già si sapeva: le terribili condizioni in cui vivono i sequestrati. Era quindi naturale che queste prove risvegliassero la sensibilità dei cittadini e che provocassero proteste contro i sequestri delle Farc, una pratica che è totalmente inaccettabile.

Però l’indignazione cittadina contro il sequestro e la protesta contro le Farc, pienamente giustificata, divengono moralmente e politicamente problematiche quando non si accompagnino ad una condanna ugualmente vigorosa delle altre atrocità che si verificano in Colombia. E la ragione è semplice: le Farc non detengono il monopolio in fatto di crudeltà nel nostro paese.

Negli ultimi due anni, le versioni libere di alcuni capi paramilitari che hanno aderito al processo di smobilitazione, il processo della “parapolitica”, la riesumazione di centinaia di fosse comuni e le numerose condanne della Corte Interamericana contro la Colombia, hanno dimostrato che le denunce delle organizzazioni nazionali ed internazionali dei diritti umani contro il fenomeno del paramilitarismo erano inesatte: erano troppo leggere.

Oggi è chiaro che negli ultimi vent’anni, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, migliaia di colombiani furono massacrati dai gruppi paramilitari, diventando spesso “desaparecidos”. Questi gruppi, in più, hanno potuto contare sulla complicità degli alti comandi della Forza Pubblica e delle elites politiche ed economiche. Leggi il seguito di questo post »





Colombia: breve rassegna stampa della settimana

17 02 2008

Finalmente giustizia è fatta, anche la Colombia ha la sua religiosa miracolata dalla Madonna di Lourdes, ne parla RadioVaticana in un articoletto di un paio di giorni fa. Lo stillicidio evidentemente non conosce santi e nel bel paese si continua a sparare con agghiacciante normalità, solo ieri nel Putumayo quattro militari sono morti attraversando un campo minato dalla guerriglia (il lancio di PeaceReporter), e cinque miliziani delle Farc sono stati uccisi dall’esercito a seguito del riscatto di un’estorsione ai danni di una cugina dell’ex presidente Gaviria (sempre PeaceReporter).

…e tra un ingegnere colombiano fuggito rocambolescamente dal suo sequestro e una prevista visita in Venezuela della Kouchner per riprendere le trattative per la liberazione degll’ostaggio eccellente, Bogotalia riporta la nostra attenzione ai commenti sulla giornata anti-Farc (possiamo dirlo senza alcun timore a questo punto), del 4 febbraio scorso, mentre CamminareDomandando ci offre un’interessante riflessione sull’atteggiamento della socialdemocrazia europea nei confronti della strada tracciata dal presidente Chavez alla guida del Venezuela

Quest’oggi segnaliamo infine un’interessante rassegna stampa di radio Radicale scaricabile a questo indirizzo, dal titolo: “La corsa agli armamenti in Sud America. Il risultato delle tensioni tra Stati è un boom dell’aumento delle spese militari. I casi di Venezuela, Brasile e Colombia”.

A risentirci presto, anticipo una seconda traduzione da Indymedia Colombia che spero pubblicheremo domani.





M’illumino di meno: tutti sul carrozzone sponsor ENI? (OT)

15 02 2008

Non ne avremmo parlato noialtri, magari l’avremmo fatto e stop…senza stare a rimarcarne limite e pregi; un’occasione come un’altra per risparmiare energia e quattrini.

Invece all’ottava mail ricevuta nell’arco di tre giorni sulla campagna “M’illumino di meno” lanciata da diversi anni dalla trasmissione Caterpillar di radio rai2, non ce l’ho fatta più a resistere. Fortuna che proprio quest’ultima mail (tratta dal portale unimondo.org, che ringraziamo) è parecchio più esplicativa di alcuni retroscena di tutta la faccenda, richiamando tra le altre, la questione ecuadoreña che ricordavamo forse una settimana fa…

Riportiamo per intero l’articolo di Sergio Beretta, caporedattore di UniMondo

 

M’illumino di meno: tutti sul carrozzone sponsor ENI?

giovedì, 14 febbraio, 2008

Un grande successo, non c’è che dire. Ci sono proprio tutti: dalle associazioni ambientaliste (Legambiente e Wwf) ai parlamentari ecologisti – rigorosamente bi-partisan – da Banca Etica, ma c’è anche UBI Banca – ai comuni di mezz’Italia come quello di Samarate che ha invitato a partecipare il comune gemellato Yeovil (UK) ma ha dimenticato di estendere l’invito alla locale ditta promotrice del gemellaggio, la AgustaWestland, che invece continuerà a produrre a pieno ritmo, nonostante il temporaneo “oscuramento”, i 51 elicotteri Mangusta recentemente commissionati dal governo turco, in barba agli appelli di Rete Disarmo.

E c’è anche IBM Italia, Fujitsu Siemens Computers, McDonald’s Italia (sì avete letto bene), finanche la CIA – no, non quella americana ma la Confederazione Italiana Agricoltori e l’Europarlamento di Bruxelles – che però spegnerà le luci solo per dieci minuti – fino al giornale per ragazzi Topolino. Insomma non manca proprio nessuno a parte, forse, il solito Beppe Grillo. E non potrebbe essere altrimenti visto che l’iniziativa promossa dalla trasmissione Caterpillar è “patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri” e si svolge “in collaborazione” con… l’ENI. Toh, l’ENI!

Ma l’ENI non è nel mirino delle associazioni per i rischi ambientali e sociali connessi all’esplorazione del giacimento del Kashagan fatto di un petrolio di qualità molto bassa e contenente nella sua parte gassosa oltre 40 sostanze tossiche, Leggi il seguito di questo post »





IndyMedia Colombia, ti stiamo traducendo un po’!

10 02 2008

 

A seguire, qualche traduzione di articoli interessanti recuperati qua e là nei meandri della rete, di approfondimento o di commento, tratti per lo più da fonti Colombiane..

L’articolo che segue (di Mario Lozano) è tratto da Indy Colombia, lo potete trovare qui
nella veste originaria; è un commento alla mobilitazione del 4 febbraio di cui abbiamo già parlato in un paio di occasioni. L’articolo è costruito attorno alle dichiarazioni della sorella di Ingrid Betancourt, Astrid; voce autorevole e difficilmente tacciabile d’essere filo-fariana.

Familiari dei detenuti criticano la marcia contro le Farc

Caracas, 4 febbraio: Familiari dei sequestrati dalla guerriglia hanno oggi criticato la marcia contro le Farc, considerandola una strumentalizzazione del loro dolore.

Astrid Betancourt, sorella della ex candidata alla Presidenza della Colombia Ingrid Betancourt ha dichiarato in una telefonata alla televisione venezuelana che la convocatoria non implica alcuna soluzione per la liberazione dei sequestrati né per la pace.
“Ci siamo sentiti indignati perchè abbiamo visto come il nostro dolore sia stato manipolato dal Governo colombiano per convocare una marcia contro le Farc” ha precisato.
La Betancourt ha aggiunto che “oltre a non essere (le Farc) un gruppo terrorista, sappiamo perfettamente che questa è una giornata organizzata nell’interesse del governo colombiano e dei suoi amici”
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