significati

3 08 2007

“Quando uno scrittore decide di partire verso un paese sconvolto da avvenimenti politici e da azioni militari ció che lo spinge al viaggio non è la passione politica o militare: è la passione umana. La passione umana è una specie di fame fisica e mentale che porta a confondere il proprio sangue con quello degli altri, in luoghi o paesi che non siano soltanto quelli della propria origine. Puó anche accadere che una tale passione ci spinga ad assistere agli avvenimenti politici e alle azioni militari, che sappiamo relativi a un certo tempo, a una certa porzione di storia e politica e militare, ma questo non é il fine della passione umana dello scrittore. Il fine è quello di partecipare, come per una trasfusione, di quel sentimento molto piú confuso, molto meno schematico, ma certamente piú “eterno” che, nell’insieme delle sue componenti, domina il popolo di quel paese sconvolto e da avvenimenti politici che sono andati in un certo modo, e da azioni militari, che si sono concluse in un certo modo. Lo scrittore sa semprte dove andare, una volta arrivato in quel Paese; egli andra “naturalmente” verso la parte piú umile di quel popolo, verso la parte piú povera, e diseredata, e illusa e delusa, perché egli sa che soltanto da quella parte del popolo, quella che sempre subisce i maggiori dolori, egli verrá a conoscere (e a partecipare) non la veritá sui fatti politici e sulle azioni militari, bensí la realtá delle conseguenze e dei dolori e dei lutti di cui sempre quella parte di popolo é la sola o la maggiore protagonista.

Goffredo Parise, GUERRE POLITICHE, Santiago del Cile, 1973





Tardopomeridiana.

3 08 2007

Due giorni di lavoro non stop, ieri a Potosì, oggi al computer nell’Oficina di Ipo.

Il pomeriggio vola tra ricerche, aggiornamenti del blog, video da montare e “taller” telematici…cinque persone e cento modi di esprimere una voglia matta di faticare, di imparare e comunicare ogni passo a tutti quanti.

Infilando i tasselli uno in fila all’altro ci si stanca pure, alle cinque e mezza la schiena ne ha davvero abbastanza di star seduto, gli occhi arrossati e una piacevole sensazione di spossatezza aleggia tra noi. Gli altri ragazzi sono fuori a fare spese per la città, mi sa che esco a fare un giro anch’io.

Seguendo il percorso tracciato dai mattoni che Leggi il seguito di questo post »





Potosì, una storia di periferia.

3 08 2007

 

 

 

 

 

Tra gli innumerevoli problemi dei settori popolari, quello della casa occupa un posto ben preciso in questo Paese.

Gli interventi statali, generalmente, sono stati orientati a soddisfae le necessitá dei settori economicamente piú elevati, trascurando le immense masse popolari, che nelle grandi cittá si vedono forzate a originare enormi cinturoni di miseria che non hanno, da nessun punto di vista, condizioni adatte alla vita umana.

Gli sfollati dai campi e dalle provincie trovano come soluzione a questo problema un pezzo di terra in zone definite di “urbanizzazione pirata”, in quartieri di invasione, costruendo insediamenti sociali carenti di ogni minima infrastruttura urbana.

Il barrio Jerusalen, localizzato nel cuore stesso del progetto governativo Ciudad Bolivar, é una caso tipico di questa realtá. In meno di cinque anni raggiunse una tale densitá di popolazione, che si collocó tra i primi luoghi tra gli insediamenti popolari del paese. Ospita piú di sessantamila abitanti sottomessi al rigore della povertá assoluta.

 

 

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